Una sentenza contro l'Asp di Agrigento riconosce il diritto di una coordinatrice di reparto dell'ospedale di Sciacca a ottenere oltre 20 mila euro, comprensivi di sorte capitale, interessi e spese legali, per le prestazioni aggiuntive svolte durante il periodo dell'emergenza Covid.
La decisione del giudice del Lavoro del Tribunale di Sciacca rappresenta un importante riconoscimento nei confronti del personale sanitario impegnato nei mesi più difficili della pandemia.
Sentenza contro l'Asp: accolto il ricorso della coordinatrice
La vicenda riguarda S.E., coordinatrice di reparto dell'ospedale di Sciacca, di 48 anni, assistita dagli avvocati Filippo Marciante e Francesco Trafficante. La professionista si è rivolta al giudice dopo il mancato pagamento delle somme maturate per l'attività svolta durante l'emergenza sanitaria presso l’hub vaccinale di via Allende.
Il Tribunale di Sciacca ha accolto la domanda, condannando l'Asp di Agrigento a corrispondere le somme dovute per tutto il periodo Covid, applicando la tariffa maggiorata prevista per le prestazioni aggiuntive, oltre al rimborso delle spese legali sostenute dalla lavoratrice. Complessivamente, l'importo supera i 20 mila euro tra capitale, interessi e spese.
Un principio a tutela del personale sanitario
Secondo gli avvocati Marciante e Trafficante, la sentenza contro l'Asp assume un significato che va oltre il singolo caso. Il provvedimento rappresenta infatti un segnale importante per medici, infermieri e operatori sanitari che hanno deciso di rivolgersi al tribunale per ottenere il riconoscimento dei sacrifici, dei rischi affrontati e dell'attività svolta durante la pandemia.
I legali evidenziano come il giudice abbia riconosciuto, in sede giudiziaria, quanto non era stato corrisposto dal datore di lavoro, affermando un principio di diritto secondo cui chi presta attività straordinaria e prestazioni aggiuntive deve ricevere il giusto riconoscimento economico, oltre all'apprezzamento dell'intera collettività.
La sentenza è definitiva
La sentenza contro l'Asp è ormai definitiva. Il provvedimento è stato notificato all'Asp di Agrigento e non è stato impugnato nei termini previsti. Per questo motivo è divenuto definitivo e l'Azienda sanitaria dovrà corrispondere alla coordinatrice di reparto tutte le somme stabilite dal giudice.
La decisione del Tribunale di Sciacca si inserisce tra le pronunce relative ai compensi spettanti al personale sanitario che ha operato durante l'emergenza Covid. Con questa sentenza contro l'Asp, viene ribadito il principio secondo cui le prestazioni aggiuntive devono essere adeguatamente retribuite, riconoscendo il valore del lavoro svolto dagli operatori sanitari nei momenti più critici della pandemia.