Nuovo Codice della strada, patente a 17 anni e multe velocità · Risoluto
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Nuovo Codice della strada, dalla patente a 17 anni alle multe proporzionate alla velocità

Di Cristian Ruvanzeri
Nuovo Codice della strada, dalla patente a 17 anni alle multe proporzionate alla velocità

Un Codice della strada rinnovato e più aderente alle esigenze degli automobilisti, senza rinunciare all’obiettivo della sicurezza. È questa la direzione indicata dal ministero dei Trasporti, che ha messo a punto 15 proposte di modifica alle norme che regolano la circolazione su strade e autostrade.


Le ipotesi sono state sottoposte alla consultazione di 100 realtà del settore e intervengono a due anni dalla riforma del 2024, che aveva introdotto una linea di tolleranza zero soprattutto nei confronti di alcol, droga e uso del telefono alla guida. Il nuovo intervento punta invece a distinguere maggiormente tra condotte particolarmente pericolose e infrazioni considerate meno gravi.


Tra le novità allo studio c’è una revisione delle sanzioni per chi supera i limiti di velocità. In autostrada la multa potrebbe essere calcolata in base ai chilometri orari percorsi oltre il limite, con un importo di 10 euro per ogni chilometro in più. Nelle strade a lento scorrimento il parametro sarebbe invece di 5 euro per ogni chilometro orario oltre il limite.


L’obiettivo dichiarato dal Mit è quello di introdurre sanzioni “non vessatorie”. Tra gli esempi indicati c’è anche il dimezzamento delle multe per il divieto di sosta delle due ruote.


La riforma potrebbe inoltre rendere leciti alcuni comportamenti già diffusi, ma attualmente vietati. Tra questi l’utilizzo della corsia di emergenza da parte dei motociclisti in caso di traffico intenso e i sorpassi a destra quando i veicoli procedono su corsie parallele.


Una delle principali novità riguarda la possibilità di conseguire la patente a 17 anni, in attuazione delle direttive europee che l’Italia dovrà recepire entro la fine del 2027.


I ragazzi potrebbero iniziare a guidare accompagnati già a 16 anni, così da acquisire esperienza alla guida. Una volta conseguita la patente, sarebbe inoltre possibile condurre anche i furgoni.


Interventi sono previsti anche per il settore dell’autotrasporto. Per lavorare come camionista non sarebbe più necessaria la carta di qualificazione del conducente, la Cqc: potrebbe essere sufficiente l’iscrizione a un corso di qualificazione iniziale. La misura punta a intervenire sulla cronica carenza di autotrasportatori.


Novità anche per i cosiddetti “cicli a propulsione”, le super-bici utilizzate spesso dai rider per le consegne. Per questi mezzi potrebbe diventare obbligatorio il casco, oltre alla necessità di avere un contrassegno.


Il pacchetto prevede anche misure dedicate alle persone con disabilità. I Comuni dovranno aderire alla piattaforma del Contrassegno europeo di parcheggio per le persone con disabilità, il Cude.


In assenza di adesione alla piattaforma, i Comuni non potranno più utilizzare i dispositivi per l’accertamento a distanza delle violazioni relative agli spazi di sosta riservati e alle Ztl.


Tra le proposte figura anche un rafforzamento dei controlli sui veicoli privi di assicurazione. Sono previsti controlli incrociati affidati a una nuova task force della motorizzazione e l’introduzione del divieto di marcia digitale.


In caso di mancata regolarizzazione, al primo controllo su strada potrebbe scattare direttamente il sequestro del veicolo.


Più rigore viene previsto anche nei confronti degli stranieri che non pagano le multe. Nei cinque anni successivi alla violazione, potrebbe essere possibile procedere alla riscossione coattiva nei confronti di qualsiasi conducente che circoli in Italia con il veicolo con cui è stata commessa l’infrazione.


Sul fronte dei pagamenti viene invece prevista una maggiore tolleranza per le multe pagate in maniera errata, con una riduzione delle relative sanzioni.


Il termine per la notifica dei verbali relativi agli accertamenti da remoto dovrebbe inoltre passare da 90 a 30 giorni. Prevista anche una procedura più semplice per l’autotutela, attraverso la quale chiedere l’annullamento dei verbali errati.


Tra gli interventi figura infine una semplificazione delle norme relative alla circolazione dei carri allegorici.


Un’altra modifica riguarda il sistema di aggiornamento delle sanzioni. Le multe non dovrebbero più aumentare automaticamente in base all’inflazione. Il 70% degli incassi sarebbe inoltre destinato alla sicurezza stradale.


Particolare attenzione viene riservata ancora una volta alla velocità. Attualmente, la sanzione può essere la stessa per chi supera di 30 chilometri orari un limite di 30 e per chi supera di 30 chilometri orari un limite di 130. In autostrada, inoltre, non viene fatta una distinzione tra chi viaggia a 141 e chi procede a 170 chilometri orari.


La proposta allo studio introduce invece un sistema progressivo. In autostrada, chi viaggerà a 140 chilometri orari potrebbe ricevere una sanzione di 100 euro, calcolata sui 10 chilometri orari oltre il limite, con un parametro di 10 euro per ogni chilometro in più. A 170 chilometri orari, invece, la multa arriverebbe a 400 euro, considerando i 40 chilometri orari oltre il limite.


Sulle strade urbane o dove il limite è fissato a 50 chilometri orari, chi viaggerà a 61 chilometri orari pagherebbe 55 euro, mentre a 90 chilometri orari la sanzione arriverebbe a 200 euro.


Cristian Ruvanzeri

Cristian Ruvanzeri

Giornalista

Giornalista pubblicista. Ha iniziato a collaborare con la redazione di Risoluto nel 2022, a soli 18 anni. Si occupa principalmente di cronaca e spettacolo.

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