La nuova campagna olearia è alle porte, ma nei magazzini italiani restano ancora grandi quantità di prodotto della precedente annata. In Sicilia si stimano circa 16 mila tonnellate di olio ancora da collocare sul mercato, all’interno di un quadro nazionale che vede le giacenze sfiorare le 200 mila tonnellate.
A richiamare l’attenzione sulle difficoltà del comparto è Manfredi Barbera, amministratore delegato dell’azienda olearia siciliana, intervenuto a margine del convegno “L’isola del Tesolio”, promosso da Oro Sicilia e Oleifici Barbera con il sostegno dell’assessorato regionale all’Agricoltura.
Il problema riguarda soprattutto la competitività del prodotto italiano. Il prezzo dell’olio nazionale, quando si allontana troppo da quello praticato per le produzioni di Spagna, Grecia e degli altri Paesi europei, finisce per rendere più difficile la vendita. Secondo Barbera, quando la differenza supera i 2,50 euro, il consumatore tende a orientarsi verso alternative meno costose.
I dati citati dall’imprenditore fotografano una situazione delicata: a fronte di una produzione italiana di circa 330 mila tonnellate, quasi 200 mila sarebbero ancora disponibili