A distanza di 24 ore dalla smentita sulle voci di possibili dimissioni, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani apre uno scenario pieno di incognite.
Ieri, a caldo, il governatore aveva smentito le indiscrezioni circolate nel pomeriggio dopo quanto emerso durante la riunione convocata dal commissario di Forza Italia in Sicilia Nino Minardo con i segretari provinciali del partito. “Occorre una proposta politica completamente nuova nell’Isola”, era stato riferito.
Oggi Schifani ha cambiato tono: “Prendo atto delle dichiarazioni dell’onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve”.
Ad alimentare il clima interno a Forza Italia è stato l’ennesimo caso giudiziario che coinvolge la maggioranza di centrodestra. Al centro dell’inchiesta c’è Gaetano Armao, per il quale la Procura ha chiesto l’arresto per corruzione, contestandogli di avere preso mazzette quando era alla guida della Commissione tecnica specialistica (Cts) per le autorizzazioni ambientali della Regione Siciliana su eolico e fotovoltaico. Il suo mandato era scaduto all’inizio di agosto.
Armao, che aveva anche un ufficio a Palazzo d’Orleans, successivamente perquisito, si è dimesso da consigliere giuridico del governatore. Nel quartier generale romano di Forza Italia, secondo quanto si apprende, non sarebbe piaciuta la reazione di Schifani alla richiesta di arresto: “Per quanto riguarda l’inchiesta su Armao mi rifaccio alle parole del procuratore de Lucia: vale la presunzione di non colpevolezza, ci saranno delle indagini, ma nulla a che fare con l’attività del governo regionale”.
Intanto la commissione regionale Antimafia, presieduta dal deputato regionale del Pd Antonello Cracolici, ha annunciato stamani l’avvio di un’indagine conoscitiva sui recenti episodi di natura corruttiva emersi nell’ambito dell’amministrazione regionale. Il primo a essere ascoltato in audizione sarà proprio il presidente Schifani.
Avvocato, vicino a Totò Cuffaro alla fine degli anni ‘90 tanto da essere stato proposto come candidato a sindaco di Palermo, Armao è tra i protagonisti della politica siciliana degli ultimi 30 anni. È stato assessore all’Economia nel governo di Raffaele Lombardo. Nel 2017 Silvio Berlusconi, dopo averlo incontrato ad Arcore, lo candidò alla presidenza della Regione, salvo poi ritirare la candidatura dopo l’accordo con Nello Musumeci, che vinse le elezioni e nominò Armao nuovamente assessore all’Economia.
Dopo la breve parentesi con Carlo Calenda, che lo candidò alla presidenza della Regione quattro anni fa con Azione, Armao è tornato tra le fila del centrodestra.