Il 28 giugno 2026 Mel Brooks spegne cento candeline, e con lui festeggia un secolo di risate intelligenti e dissacranti. Regista, sceneggiatore, attore e produttore, Brooks è uno dei pochi artisti ad aver conquistato l'EGOT, l'ambito riconoscimento che unisce Emmy, Grammy, Oscar e Tony Award. Un traguardo che certifica la sua versatilità e il suo impatto sulla cultura popolare mondiale.
Nato a Brooklyn nel 1926 con il nome di Melvin Kaminsky, Brooks cresce in una famiglia ebraica di origine europea. Fin da giovane sviluppa una capacità di osservazione fuori dal comune e una naturale propensione alla comicità, qualità che diventeranno il fondamento della sua carriera. Il primo grande successo arriva negli anni Sessanta con la serie televisiva "Get Smart", parodia delle storie di spionaggio creata insieme a Buck Henry. Questo show lo lancia nel panorama dello spettacolo, ma è il cinema a consacrarlo definitivamente.
Il debutto alla regia e il sodalizio con Gene Wilder
Nel 1967 Brooks esordisce dietro la macchina da presa con "Per favore, non toccate le vecchiette", una commedia surreale che gli vale l'Oscar per la migliore sceneggiatura originale. Il film segna anche l'inizio della collaborazione con Gene Wilder, attore che diventerà il suo alter ego artistico. Da lì prende forma una filmografia comica tra le più influenti di sempre.
Capolavori come Mezzogiorno e mezzo di fuoco e Frankenstein Junior
Negli anni successivi Brooks realizza una serie di capolavori. "Mezzogiorno e mezzo di fuoco" è una parodia irriverente del western, mentre "Frankenstein Junior" è considerato da molti il più grande film comico mai realizzato. Girato in bianco e nero e interpretato da un cast memorabile con Gene Wilder, il film dimostra la capacità di Brooks di fondere omaggio e parodia, rispetto per il materiale originale e comicità travolgente. Ancora oggi le sue battute vengono citate da generazioni di spettatori.
La satira come arma contro il potere e i tabù
Un altro titolo simbolo è "La pazza storia del mondo", mentre "Balle spaziali" diventa una delle parodie più amate della fantascienza, trasformando l'universo di Star Wars in una gigantesca macchina comica. In "The Producers" Brooks affronta il nazismo attraverso la satira, dimostrando che ridere dei tiranni significa sottrarre loro il potere. La sua comicità ha sempre sfidato i tabù e smascherato il potere, senza mai perdere di vista l'intrattenimento puro.
L'eredità di un artista che ha ispirato generazioni
A cento anni, Mel Brooks rappresenta molto più di una leggenda della commedia. È il simbolo di un'epoca in cui il riso poteva essere al tempo stesso popolare, sofisticato e profondamente sovversivo. Le sue opere hanno attraversato generazioni senza perdere freschezza, dimostrando che l'umorismo migliore non invecchia mai. La sua influenza si estende ben oltre il cinema: ha collaborato con talenti come Carl Reiner e ha ispirato registi, sceneggiatori e comici contemporanei. Mel Brooks continua a essere un faro di libertà creativa e intelligenza comica, un vero maestro della risata.