La domenica di festa per i cento anni della Fiorentina si è trasformata in un incubo sportivo. Sul terreno del Franchi, la squadra viola è stata travolta per tre a zero dal neopromosso Frosinone, in una gara che resterà negli annali per la delusione dei tifosi e per la prestazione coraggiosa degli ospiti. La formazione di Fabio Grosso, attesa a una prova di carattere, ha invece mostrato evidenti limiti, soprattutto nel secondo tempo, quando la reazione tanto sperata non è mai arrivata. I fischi del pubblico al termine dell'incontro hanno sancito una serata da dimenticare per la società gigliata, mentre i giocatori del Frosinone hanno potuto celebrare un successo meritato e pesantissimo.
Il Frosinone parte forte e trova il doppio vantaggio nel primo tempo
Fin dalle prime battute, il Frosinone ha dimostrato di non essere venuto a Firenze per fare semplice compitino. Già al quarto minuto, Kvernadze ha impensierito il portiere De Gea con una conclusione personale che ha sfiorato il palo. La pressione dei ciociari è cresciuta costantemente, e al 26' è arrivato il meritato vantaggio: su cross dalla sinistra di Kvernadze, Raimondo ha anticipato la difesa viola, superando con troppa facilità Ndour. La Fiorentina ha provato a reagire e ha colpito due pali nel giro di un minuto, con Mastantuono prima e Valdepenas poi, ma la sfortuna è stata solo un alibi. Al 38', infatti, il raddoppio ospite è giunto su calcio d'angolo: Calò ha battuto dalla destra, Bracaglia ha sovrastato Dragusin e ha insaccato di testa. Un doppio svantaggio che ha lasciato i viola frastornati e incapaci di reagire prima dell'intervallo.
Nella ripresa il tris di Raimondo chiude i giochi e la festa viola
Nella seconda metà di gara, ci si attendeva una reazione d'orgoglio della Fiorentina, ma il copione è rimasto identico. Al 23' della ripresa, il Frosinone ha chiuso definitivamente la partita: Bracaglia ha servito Raimondo, che ha firmato la sua doppietta personale e il tre a zero definitivo. Fabio Grosso, che in panchina non poteva contare su esterni di ruolo, ha provato a cambiare l'inerzia inserendo Fagioli e Viery per Ndour e Pongracic, ma la manovra offensiva è rimasta sterile. L'unica occasione degna di nota è stata una conclusione di poco alta di Mastantuono. Nei minuti finali, la squadra di casa ha vagato senza idee, mentre i tifosi hanno cominciato ad abbandonare lo stadio. Al triplice fischio, i fischi hanno accompagnato i giocatori viola negli spogliatoi, mentre gli ospiti hanno ricevuto gli applausi del pubblico presente, riconoscendo una prestazione gagliarda e coraggiosa.
Gli ex viola presenti e l'amarezza per un'occasione storica
La partita del centenario era un evento carico di significato, con la presenza di leggende come Batistuta e Rui Costa, oltre a molti altri ex giocatori. L'atmosfera era quella delle grandi occasioni, ma la squadra non ha saputo onorare la ricorrenza. Errori individuali gravi, una difesa in difficoltà e una manovra offensiva troppo prevedibile hanno compromesso una serata che doveva essere di festa. Questo pesante ko, inoltre, arriva in un momento delicato della stagione, sollevando interrogativi sul lavoro di Fabio Grosso e sulla competitività della rosa. Il tecnico dovrà ora lavorare per ricompattare il gruppo e trovare soluzioni tattiche, in vista dei prossimi impegni. La sconfitta per 3-0 resta comunque una delle pagine più amare nella storia recente della Fiorentina, che dovrà rialzarsi in fretta per non compromettere gli obiettivi stagionali. La società, dal canto suo, dovrà riflettere su quanto accaduto, cercando di dare risposte immediate alla piazza e ai tifosi, che meritano rispetto e risultati all'altezza della tradizione del club.