Domenico Mistretta: "Credo di aver fatto un torto a mio padre con questa candidatura, ma so che mi perdonerà"
Di Giovanna Venezia
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A casa Mistretta, le cose prima di ieri sera andavano diversamente. Da un lato, Pietro, il babbo attivista politico e presidente dell'AltraSciacca e dall'altro il più riservato Domenico. Entrambi commercialisti, ma stamattina dopo che l'Assemblea Cinque Stelle a sorpresa, ha trasformato il meno noto nel primo candidato sindaco della città di Sciacca, le cose sono decisamente cambiate.
Così adesso, è il Mistretta junior, 35 anni, che si definisce "felicemente fidanzato", laurea in economia e commercio, consulente del lavoro e revisore contabile ad iniziare con una frenetica mattinata fatta di interviste alla stampa il primo step della possibile corsa grillina verso Palazzo di città.
Non un grillino della prima ora come il padre, ma un elettore per prima e un simpatizzante dopo che definisce l'adesione al Movimento come un passo senza alcuna alternativa nel panorama delle galassie partitiche.
Presentata come un vero "effetto sorpresa", in realtà la candidatura di Mistretta potrebbe essere stata il frutto di una precisa "operazione" da parte del M5S a firma di Mangiacavallo. Il nome di Mistretta d'altronde, non era mai venuto fuori dal "cilindro" delle indiscrezioni che si erano alternate in queste settimane. Nessuno aveva pensato a lui fino a quando ieri sera Domenico Mistretta non è stato presentato all'adunanza pentastellata come l'unico candidato da sottoporre al voto allo scoccare delle ultime ore che i grillini si erano auto imposti di rispettare come tabella di marcia. Ed ecco che dapprima il "disimpegno" di Ivana Dimino all'interno del Movimento e il mezzo passo indietro di Mucaria, hanno portato alla convergenza verso Mistretta figlio che oggi riafferma il suo ruolo di leader generazionale di questa nuova campagna elettorale e che ci tiene a precisare: "E' mio padre che lavora con me"
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