La Corte di Appello di Palermo ha confermato le condanne per omicidio colposo a carico di due imputati nel processo per la morte di Mario Cardinale, l’operaio di 59 anni di Bivona che ha perso la vita, il 6 febbraio del 2013, in una cava di Villafranca Sicula.
Per Alfonsina Marretta, di 51 anni, di Ribera, legale rappresentante della ditta allora esercente la cava, confermato un anno e 6 mesi con pena sospesa; per Giovanni Sola, di 53 anni, di Ribera, indicato quale amministratore di fatto della ditta, 2 anni e 3 mesi. Per un altro imputato che era stato condannato in primo grado e che è deceduto la Corte d’Appello ha disposto il non doversi procedere per morte del reo. La famiglia dell’operaio si è costituita parte civile con gli avvocati Gianfranco Viola, Maurizio Traina, Luca Trizzino e Valentina Guarrera.
Si sono costituiti parte civile la moglie, le figlie, la madre, i fratelli e le sorelle dell’operaio. Secondo l’accusa l’attività estrattiva nella cava, che non opera più da molti anni, sarebbe stata effettuata in una zona della montagna Cozzo Galbasa distante dall’area dove erano stati previsti ed autorizzati i lavori e con modalità, cioè scavando dal basso verso l’alto anziché dall’alto verso il basso, in violazione delle autorizzazioni.
L’operaio mentre si trovava da solo a cavare con un martello pneumatico montato sull’escavatore è stato travolto da una frana del costone. Per recuperare il corpo in quella zona impervia e con il rischio di ulteriori cedimenti della montagna hanno lavorato, anche sotto la pioggia, i vigili del fuoco del distaccamento di Sciacca e quelli giunti da altre città siciliane.