Erosione, l’Agrigentino perde terreno: 104 chilometri di costa sono ad alto rischio · Risoluto
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Erosione, l’Agrigentino perde terreno: 104 chilometri di costa sono ad alto rischio

Di Giovanna Venezia
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Costa agrigentina a rischio erosione con spiaggia erosa e fenomeni di arretramento del litorale

Cento quattro chilometri dei 140 complessivi di costa dell’Agrigentino sono classificati a rischio elevato o molto elevato di erosione.

È uno dei dati più significativi emersi dal confronto dedicato alla tutela del litorale, ospitato questa mattina al Palacongressi di Agrigento nell’ambito della manifestazione “Una fiera per costruire”, organizzata da Gea Eventi, Comunicazione e Marketing.

L’incontro, promosso dall’Ordine degli Architetti di Agrigento, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, docenti universitari, tecnici e associazioni ambientaliste, mettendo al centro una delle emergenze che interessa da anni il territorio provinciale.

A fotografare le principali criticità è stato Rino Beringheli, direttore generale del dipartimento regionale dell’Ambiente, che ha evidenziato come il fenomeno interessi una porzione molto ampia della costa agrigentina.

Secondo Beringheli, il primo passo deve essere la costruzione di una programmazione organica da parte dei Comuni, fondata sulla conoscenza dei singoli tratti di litorale, sulle dinamiche che provocano l’arretramento delle spiagge e sull’individuazione delle soluzioni più adatte.

Uno dei problemi evidenziati durante il convegno riguarda proprio la progettazione. Le risorse economiche, secondo quanto emerso dal confronto, non mancherebbero, mentre sarebbero insufficienti i progetti necessari a trasformare i finanziamenti in interventi concreti.

Da qui la necessità di una maggiore collaborazione tra amministrazioni locali e professionisti.

Sul tema è intervenuto anche Giovanni Randazzo, dell’Università di Messina, che ha posto l’accento sulla necessità di rivedere alcune delle modalità utilizzate negli ultimi decenni per contrastare l’avanzamento del mare.

Barriere, pennelli e altre strutture artificiali, ha spiegato, non sempre producono gli effetti desiderati e in alcuni casi possono modificare il trasporto dei sedimenti provocando nuovi squilibri lungo la costa.

Tra le soluzioni indicate ci sono il ripascimento delle spiagge, il recupero dei sedimenti presenti nei fondali e il loro trasferimento verso la fascia emersa.

Particolare attenzione dovrebbe essere riservata anche alla ricostruzione degli ambienti dunali e alla salvaguardia delle praterie di Posidonia, considerate elementi importanti per l’equilibrio dell’ecosistema marino-costiero.

Sul fronte ambientalista, Mimmo Fontana, responsabile Rigenerazione urbana di Legambiente, ha richiamato l’attenzione sugli effetti prodotti da decenni di interventi di difesa del litorale. Secondo Fontana, non tutti i tratti di costa possono essere affrontati allo stesso modo: in alcune zone occorre intervenire per proteggere infrastrutture e aree esposte, mentre in altre potrebbe essere necessario arretrare le opere esistenti e recuperare spazi naturali.

Claudio Lombardo, delegato regionale di Mareamico, ha invece sottolineato la gravità della situazione nell’Agrigentino, riferendo che circa un terzo del litorale provinciale sarebbe interessato da divieti di balneazione legati al pericolo di crolli determinato dall’erosione.

Un quadro che, secondo l’associazione, rischia di diventare ancora più complesso con l’aggravarsi degli effetti dei cambiamenti climatici.

A chiudere il confronto è stata Giusi Savarino, assessore regionale al Territorio e all’Ambiente. L’esponente del governo regionale ha ricordato l’impegno per reperire nuove risorse destinate alla difesa delle coste e ha citato anche Agrigento e Licata tra i territori interessati dai finanziamenti.

Il nodo, però, resta quello della progettazione. Per ottenere e utilizzare le risorse disponibili, ha spiegato Savarino, è necessario disporre di progetti esecutivi.

Da qui l’appello rivolto agli architetti affinché mettano le proprie competenze a disposizione delle amministrazioni comunali nella fase di elaborazione degli interventi.

Per Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento, la tutela della costa non rappresenta soltanto una questione ambientale, ma riguarda direttamente le prospettive future del territorio.

Il litorale, è stato sottolineato, costituisce infatti una risorsa strategica anche dal punto di vista turistico ed economico.

Il confronto si è concluso con l’intervento di Piero Fiaccabrino, presidente della Fondazione Architetti nel Mediterraneo, che ha evidenziato il ruolo dei professionisti nella discussione sulle trasformazioni del territorio e sulla ricerca di soluzioni capaci di affrontare una criticità destinata ad avere conseguenze sempre più rilevanti.

Giovanna Venezia

Giovanna Venezia

Giornalista professionista

Giovanna Venezia è giornalista professionista e fondatrice di Risoluto.it. Da anni racconta il territorio con uno stile diretto, curioso e autentico. Disordinata e caotica per sua stessa ammissione, non ama mai programmare nulla.

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