Una lettera anonima contenente minacce di morte nei confronti di Stefano Bonaccini, europarlamentare e presidente del Partito Democratico, e di Matteo Lepore, sindaco di Bologna, è stata recapitata a Palazzo D'Accursio, sede del Comune. La missiva, scritta a mano e priva di firma, è stata trovata da una dipendente addetta allo smistamento della corrispondenza presso l'ufficio postale interno. Il testo, secondo quanto trapelato, contiene la frase «Stefano Bonaccini e Matteo Lepore sono condannati a morte», una intimidazione che ha immediatamente attivato le indagini della polizia.
Gli investigatori analizzano i filmati della videosorveglianza di Palazzo D'Accursio
La polizia sta lavorando per risalire all'autore del gesto. Gli investigatori si stanno concentrando sui filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona di Palazzo D'Accursio e degli uffici postali, per ricostruire i movimenti di chi ha imbucato la lettera. Al momento non si esclude alcuna pista, ma gli inquirenti mantengono il massimo riserbo. La lettera è stata sequestrata e sarà sottoposta ad accertamenti tecnici, anche per verificare la presenza di impronte digitali o tracce biologiche utili all'identificazione.
Per Matteo Lepore non si tratta di un episodio isolato. Nei mesi scorsi il sindaco aveva già ricevuto messaggi intimidatori via social e via email, circostanze che avevano portato all'adozione di misure di sicurezza personali, con la scorta. La recrudescenza di questi attacchi ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei rappresentanti delle istituzioni e sul clima di tensione che avvolge la politica locale e nazionale.
Schlein e De Pascale esprimono solidarietà e condannano le minacce
Immediate le reazioni dal mondo politico. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha definito la lettera «gravissima e inaccettabile», esprimendo piena solidarietà a Bonaccini e Lepore. «Pensare di condizionare con la paura chi esercita una responsabilità pubblica significa colpire la libertà del confronto democratico e le istituzioni che si rappresentano», ha dichiarato Schlein, aggiungendo che l'odio non può essere tollerato come strumento del confronto politico perché impoverisce la democrazia. La segretaria dem ha poi confidato nel lavoro delle autorità per fare piena luce sull'accaduto.
Anche il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha espresso «piena e convinta solidarietà» ai due esponenti democratici, sottolineando che si tratta di un atto inaccettabile che colpisce l'intera comunità democratica. De Pascale ha ribadito la necessità di garantire la massima serenità a chi opera nelle istituzioni con dedizione e senso di responsabilità, respingendo ogni forma di odio, minaccia o violenza. «Confidiamo nel lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura affinché venga individuato al più presto il responsabile», ha concluso il presidente, assicurando che l'Emilia-Romagna continuerà a difendere i valori della democrazia e del rispetto delle istituzioni.
La vicenda si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per la sicurezza dei politici e degli amministratori locali, sempre più spesso bersaglio di intimidazioni. Mentre le indagini proseguono, resta alta l'attenzione delle forze dell'ordine e la solidarietà trasversale a Bonaccini e Lepore, uniti nella condanna di un gesto che mina le basi del confronto democratico. La comunità bolognese e l'intero Paese attendono ora risposte dalle autorità competenti, nella speranza che il responsabile venga identificato e assicurato alla giustizia.
Fonte: https://www.italpress.com/bologna-lettera-con-minacce-di-morte-a-bonaccini-e-lepore