Il Fondo per i genitori separati o divorziati entra nella fase operativa. Dopo l'approvazione della legge 199 del 2025, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti guidato da Matteo Salvini ha confermato che il bando per accedere al contributo sull'affitto sarà pubblicato in autunno. L'annuncio è arrivato il 16 settembre, in video collegamento alla festa nazionale dell'Udc, quando il leader della Lega ha dichiarato che «bisogna aiutare la gente che lavora, non quella che non lavora o lavora in nero».
La misura prevede un sostegno fino a 500 euro al mese per un massimo di 12 mesi, con un contributo complessivo che copre il 50 per cento delle spese sostenute e che può arrivare fino a 6.000 euro. L'importo sarà erogato in un'unica soluzione, secondo le modalità che saranno definite dal bando. L'obiettivo è alleggerire il peso dell'affitto per chi, dopo la fine della convivenza, ha dovuto lasciare la casa familiare assegnata all'ex coniuge.
Requisiti familiari ed economici per accedere al contributo
Non tutti i genitori separati potranno beneficiare della misura. Il decreto attuativo fissa una serie di condizioni stringenti. La prima riguarda la casa coniugale. Il richiedente non deve essere assegnatario dell'abitazione familiare dopo la separazione o il divorzio. A questo si aggiungono altri requisiti. Occorre avere almeno un figlio a carico di età inferiore a 21 anni. Il reddito individuale, risultante dall'ultima dichiarazione dei redditi, non deve superare i 35.000 euro. Non si deve essere beneficiari di altre misure di sostegno analoghe, né assegnatari di un alloggio di edilizia residenziale pubblica. È inoltre necessario non possedere immobili a uso abitativo nello stesso Comune in cui si trova la casa familiare o nei Comuni limitrofi entro un raggio di 50 chilometri, fatta eccezione per l'abitazione dell'ex coniuge. Il genitore deve essere in regola con gli obblighi di cura e mantenimento dei figli e avere la residenza in un Comune italiano. Quest'ultimo requisito vale anche per il genitore assegnatario della casa familiare di proprietà.
Documenti e procedura per presentare la domanda
La domanda dovrà essere presentata attraverso una piattaforma dedicata, con modalità e tempistiche indicate dal bando del MIT. Per accedere al servizio sarà necessario disporre di un'identità digitale, tramite SPID, Carta d'identità elettronica (CIE) o Carta nazionale dei servizi (CNS). Il richiedente dovrà inoltre indicare un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) e l'IBAN del conto corrente su cui accreditare il contributo. Tra i documenti richiesti figurano gli estremi dello stato di separazione o divorzio, con l'indicazione del Tribunale competente, il numero e la data del provvedimento giudiziario. Servono poi i dati anagrafici e catastali dell'abitazione familiare assegnata all'altro genitore, che deve risultare di proprietà del richiedente, dell'ex coniuge o dei figli conviventi. Infine, vanno forniti gli estremi della registrazione del nuovo contratto di locazione intestato al richiedente, con l'indicazione del canone annuale, e il numero dei figli a carico di età inferiore a 21 anni alla data prevista dal bando.
Criteri di priorità in caso di domande superiori ai fondi
Poiché le risorse stanziate sono limitate, la situazione personale e familiare del richiedente potrà assumere rilievo per l'assegnazione del contributo. In caso di domande superiori ai fondi disponibili, saranno applicati criteri di priorità. Tra gli elementi che potranno determinare una precedenza figurano il numero di figli a carico di età inferiore a 21 anni, la presenza di situazioni di disabilità, la condizione di disoccupazione involontaria e la residenza in un Comune ad alta tensione abitativa. Questi parametri mirano a indirizzare il sostegno verso i nuclei più fragili. La misura si inserisce in un contesto di crescente attenzione alle politiche abitative, come dimostrano anche le recenti iniziative locali per contrastare il caro affitti e la desertificazione commerciale, su cui si registrano sviluppi come il nuovo bando per i separati e le misure di sostegno al reddito.
Un sostegno concreto ma con una platea ristretta
L'insieme dei requisiti restringe in modo significativo il numero dei potenziali beneficiari. La condizione di non essere assegnatario della casa familiare, il limite di reddito a 35.000 euro, il vincolo di non possedere immobili nel raggio di 50 chilometri e l'obbligo di avere figli minori di 21 anni a carico delineano un perimetro preciso. Nonostante le restrizioni, il fondo rappresenta una risposta concreta per quei genitori che, dopo la rottura del rapporto, si trovano a dover fronteggiare un doppio onere abitativo. La pubblicazione del bando in autunno chiarirà le date esatte e le modalità operative. Nel frattempo, i potenziali beneficiari possono iniziare a raccogliere la documentazione necessaria, dal provvedimento di separazione al contratto di locazione, per essere pronti a presentare la domanda non appena la piattaforma sarà attiva. La misura si affianca ad altre iniziative in materia di casa e lavoro, come quelle annunciate per il sostegno alle famiglie in difficoltà, in un quadro di interventi che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta portando avanti su più fronti.