Successione, donazioni senza notaio nulle: restituzione all'eredità · Risoluto
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Tribunale di Ancona, marito versa 260mila euro alla moglie senza notaio, lei deve restituirli all'eredità

Di Giacomo Cascio
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Illustrazione del Tribunale di Ancona e restituzione di 260mila euro all'eredità senza atto notarile

Il Tribunale di Ancona, con la sentenza n. 763/2026, ha stabilito che le somme di denaro trasferite da un uomo alla moglie tramite assegni circolari e bonifici, senza atto notarile, devono essere restituite all'eredità. La vicenda nasce dalla morte di un uomo che lasciava sul conto corrente poco più di 5.000 euro. Il figlio, esaminando i movimenti degli anni precedenti, ha scoperto che il padre aveva consegnato alla moglie assegni circolari per 249.600 euro e aveva effettuato bonifici per altri 10.713 euro, per un totale di oltre 260.000 euro. Il figlio si è rivolto al giudice come legittimario leso, chiedendo il recupero di quelle somme.

La differenza tra donazione diretta e indiretta decide il caso

Il nodo centrale della controversia riguarda la qualificazione giuridica dei trasferimenti. Il Tribunale ha richiamato la sentenza della Corte di Cassazione n. 26746/2008, secondo cui i regali effettuati tramite assegni e bonifici non sono donazioni indirette ma donazioni dirette. Il denaro passa direttamente dal patrimonio del donante a quello del beneficiario, senza intermediari. Questa distinzione è fondamentale perché le donazioni dirette devono rispettare la forma prevista dall'articolo 782 del codice civile, che impone l'atto pubblico notarile a pena di nullità. Solo le donazioni di modico valore, disciplinate dall'articolo 783, possono fare a meno del notaio. Le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 18725/2017, hanno confermato che solo i regali di piccolo importo sono esenti da formalità. Nel caso specifico, la somma di 260.313 euro non può certo considerarsi modica.

Donazione nulla, i soldi rientrano nel patrimonio ereditario

Poiché non era stato stipulato alcun atto notarile, il Tribunale ha dichiarato la nullità delle donazioni. La nullità comporta che l'atto è come se non fosse mai avvenuto. Di conseguenza, i soldi non sono mai usciti dal patrimonio del defunto e devono essere conteggiati nel relictum, cioè in ciò che il defunto lascia alla sua morte, e non nel donatum. Il giudice ha quindi ricostruito il patrimonio sommando i 5.107 euro rimasti sul conto ai 260.313 euro trasferiti, per un totale di 265.420 euro. Su questa base ha calcolato la quota spettante al figlio, unico figlio in concorso con la moglie, pari a un terzo, come previsto dall'articolo 542 del codice civile, ossia 88.473 euro. La moglie è stata condannata a restituire 260.313 euro all'eredità.

Spese familiari e prelievi in contanti non sono donazioni

Il figlio aveva richiesto anche il rimborso di circa 170.000 euro per bollette e utenze domestiche pagate dal padre, ma la richiesta è stata respinta. Il Tribunale ha chiarito che pagare le spese di casa non costituisce una donazione alla moglie, bensì un obbligo di contribuzione ai bisogni della famiglia previsto dall'articolo 143 del codice civile. Stessa sorte per i prelievi in contanti per 103.558 euro, poiché il figlio non è riuscito a dimostrare che tali somme fossero effettivamente finite alla moglie. Anche per le polizze assicurative mancava la prova di quanto il defunto avesse pagato. La lezione è chiara. Chi vuole recuperare la propria quota di legittima deve dimostrare, voce per voce, l'esistenza di ogni donazione, il suo importo e la sua natura.

Vincere la causa non significa incassare subito

Un ultimo aspetto importante riguarda le modalità di incasso. La moglie è stata condannata a restituire le somme alla massa ereditaria, cioè al patrimonio comune di tutti gli eredi, e non direttamente al figlio. Per trasformare la quota accertata di 88.473 euro in denaro effettivo è necessario un separato procedimento di divisione ereditaria, che non era stato richiesto in questo giudizio. Per lo stesso motivo, il Tribunale ha respinto la richiesta della moglie di compensare quanto doveva con un suo credito verso il figlio per spese legali di cause precedenti, mancando la reciprocità dei debiti tra le stesse persone. In sintesi, chi intende lasciare una somma importante al coniuge in vita deve necessariamente passare dal notaio. In caso contrario, alla sua morte quei soldi potrebbero dover tornare nell'eredità e essere divisi tra tutti gli eredi. Per approfondire temi legati alle successioni, è possibile consultare le notizie giuridiche.

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio

CEO

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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