Palla di neve acceca scout, risarcimento 160mila euro · Risoluto
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Tribunale di Padova, palla di neve con ghiaccio acceca una scout, risarcimento da 160mila euro

Di Giacomo Cascio
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Palla di neve con ghiaccio che colpisce l'occhio di una scout: sentenza Tribunale di Padova su risarcimento

Ungioco tra ragazzi trasformatosi in un incubo giudiziario. Una palla di neve, composta anche da ghiaccio, colpisce in pieno l'occhio di una giovane scout e le provoca lesioni permanenti. Da quell'episodio, avvenuto durante un'uscita organizzata in montagna, nasce un lungo contenzioso che si chiude con una condanna al risarcimento di oltre 160mila euro. La decisione arriva dal Tribunale di Padova con la sentenza n. 1320, pubblicata il 26 agosto 2026, che affronta un tema delicato per chi organizza gite e campi estivi. Quali responsabilità gravano su chi ha il compito di sorvegliare i minori?

La vicenda risale alla fine di dicembre 2019, quando una ragazza all'epoca minorenne, appartenente a un gruppo scout, partecipa a un'uscita presso un rifugio situato a Castello Tesino, in provincia di Trento. Durante un momento di gioco all'aperto, un'altra ragazza, anch'essa minorenne, le lancia una palla di neve. Secondo quanto accertato nel giudizio, la palla contiene anche ghiaccio e colpisce violentemente l'occhio sinistro della giovane. L'impatto provoca un'immediata emorragia. La ragazza viene accompagnata al pronto soccorso e successivamente trasferita presso una struttura ospedaliera specializzata. Gli accertamenti evidenziano una ferita congiuntivale e un'abrasione corneale.

Quello che inizialmente poteva apparire come un semplice incidente di gioco si trasforma, però, in un danno destinato a produrre conseguenze durature. La difesa si fonda essenzialmente sulla natura dell'episodio, sostenendo che si trattava di un normale gioco sulla neve tra ragazzi. Non sarebbe stato ragionevole impedire ai minori di giocare all'aperto e, soprattutto, l'evento dannoso sarebbe stato imprevedibile. Ma chi organizza attività ricreative o educative deve prevenire ogni possibile rischio oppure è tenuto a tollerare una certa componente di imprevedibilità, inevitabilmente connessa al gioco e alle attività tra ragazzi?

La responsabilità dell'articolo 2048 del codice civile

Il riferimento normativo centrale è l'articolo 2048 del codice civile, che disciplina la responsabilità dei genitori, dei tutori e di coloro che sono tenuti alla vigilanza sui minori. La norma prevede una responsabilità per i danni cagionati dal minore, salvo che il soggetto chiamato a rispondere dimostri di non aver potuto impedire il fatto. Nel caso esaminato dal Tribunale, il problema non era quindi stabilire soltanto se il lancio fosse stato intenzionale o se facesse parte di un gioco. Occorreva verificare se chi aveva il compito di sorvegliare i ragazzi avesse adottato tutte le cautele ragionevolmente necessarie per evitare il verificarsi dell'incidente. Ed è proprio su questo punto che la difesa non ha fornito, secondo il giudice, una prova sufficiente.

Uno dei passaggi più significativi della sentenza riguarda la valutazione della prevedibilità del rischio. Il Tribunale ha ritenuto che il lancio di una palla di neve non costituisse un evento imprevedibile. Al contrario, le caratteristiche della neve avrebbero dovuto essere valutate dagli adulti incaricati della vigilanza. Una neve particolarmente bagnata può, infatti, essere compressa fino a formare palle molto compatte e pesanti. La presenza di ghiaccio può inoltre aumentare considerevolmente la pericolosità dell'impatto.

Secondo il giudice, quindi, il rischio che un oggetto di questo tipo potesse colpire una persona, soprattutto al volto o agli occhi, non poteva essere considerato estraneo alle normali conseguenze del gioco. Il punto non è dunque vietare ogni attività ricreativa, ma verificare preventivamente le condizioni concrete nelle quali l'attività viene svolta e adottare le necessarie misure di vigilanza. Un principio che vale per ogni campo estivo, gita scolastica o attività parrocchiale.

La vittima non partecipava al gioco e non accettò il rischio

Un altro elemento assume particolare rilievo nella decisione. Secondo le testimonianze raccolte nel processo, la giovane che ha riportato la lesione non stava partecipando attivamente al gioco delle palle di neve. Al momento dell'impatto si trovava in posizione ricurva, probabilmente impegnata a preparare uno slittino. Il lancio sarebbe avvenuto dopo che l'altra ragazza l'aveva chiamata, apparentemente nel tentativo di coinvolgerla nel gioco.

Il Tribunale ha quindi escluso che la vittima avesse accettato consapevolmente il rischio proprio dell'attività ludica o che si fosse introdotta in una zona destinata al gioco. Particolare attenzione meritano anche gli accertamenti medico-legali. La consulenza tecnica disposta nel processo ha riconosciuto alla giovane un'invalidità permanente del 18%, collegata ai postumi dell'incidente. Tra le conseguenze considerate vi erano la riduzione della capacità visiva, la fotofobia, la lieve cataratta e il pregiudizio estetico derivante dall'asimmetria degli occhi.

Per la liquidazione del danno il Tribunale ha fatto riferimento alle Tabelle di Milano, applicate all'attualità, riconoscendo anche una maggiorazione del 5% in considerazione del maggiore affaticamento connesso allo svolgimento dell'attività lavorativa. La somma complessivamente liquidata ha superato i 160 mila euro, oltre agli interessi legali dalla pubblicazione della sentenza. Una cifra che pesa come un macigno sui bilanci di associazioni e enti che organizzano attività con minori.

La sentenza offre così un criterio operativo chiaro. Chi organizza gite, campi estivi o uscite deve valutare le condizioni ambientali, la tipologia dei giochi consentiti e il livello di sorveglianza necessario. La neve bagnata, il ghiaccio, ma anche semplici giochi di movimento possono nascondere rischi concreti. La giurisprudenza, come dimostra questa pronuncia, tende a richiedere una vigilanza attiva e preventiva, non una presenza passiva degli adulti. Il caso di Castello Tesino diventa così un precedente utile per comprendere i confini della responsabilità civile in ambito educativo e ricreativo.

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio

CEO

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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