L'occupazione dell'aeroporto Cristoforo Colombo di Genova è terminata nella giornata di oggi. I lavoratori dell'ex Ilva di Cornigliano, che dalle prime ore del mattino presidiavano lo scalo genovese, hanno deciso di sciogliere la protesta dopo la diffusione del comunicato del ministero del Lavoro. Il documento sospende di fatto la nuova procedura di cassa integrazione fino all'incontro fissato per il 27 ottobre a Palazzo Chigi.
La mobilitazione era scattata per una ragione precisa. Una lettera aveva ampliato la cassa integrazione per tutto il gruppo, portando la platea a 870 unità su 917 per il sito di Genova. Un numero che i sindacati considerano tecnicamente insostenibile, perché equivalrebbe a fermare tutti gli impianti del capoluogo ligure.
Palombo, 870 su 915 non è credibile
Armando Palombo, delegato della Fiom a Cornigliano, ha spiegato le ragioni della scelta di chiudere il presidio. «Questo ci va bene perché c'è scritto che fino alla data dell'incontro a Palazzo Chigi è tutto fermo», ha dichiarato. Il rappresentante sindacale ha poi aggiunto che la protesta ha avuto anche il merito di rendere evidente a forze dell'ordine e politici un punto fondamentale. Nessuno, secondo Palombo, può credere che 870 cassintegrati su 915 significhino davvero la paralisi totale degli stabilimenti genovesi.
Il delegato Fiom ha anche ricostruito la cronologia che ha fatto esplodere la rabbia dei lavoratori. Mercoledì i tre commissari governativi avevano firmato a livello ministeriale una lettera inviata al prefetto, nella quale si confermava la prosecuzione dell'attività produttiva. Venerdì, a distanza di 48 ore, è arrivata invece una Pec notturna che comunicava l'allargamento della cassa integrazione. «Quel provvedimento deve essere annullato, rivisto, sterilizzato», ha tuonato Palombo, annunciando che le passioni non sono finite e che nuove sorprese potrebbero arrivare dalla gestione commissariale.
La prefettura convoca i sindacati
Nel corso della giornata una delegazione sindacale è stata ricevuta in prefettura. I rappresentanti dei lavoratori hanno partecipato a una call con i commissari, il direttore del personale e il direttore dello stabilimento di Cornigliano. Da quell'incontro non sono emersi spiragli concreti sul ritiro della procedura di cassa integrazione. I sindacati avevano chiesto un impegno politico scritto, poche righe per certificare che fino al 27 ottobre le bocce restassero ferme su Genova. La risposta ricevuta è stata negativa.
Nicola Appice, delegato della Fim Cisl, ha riferito che i commissari hanno sostenuto come la procedura non fosse una sorpresa e che gli impegni assunti mercoledì scorso restassero validi. I sindacati hanno chiesto comunque la sospensione fino al tavolo di Palazzo Chigi, ma si sono sentiti rispondere che non era possibile. Da qui la decisione di proseguire il presidio, almeno fino a quando non è arrivata la nota del ministero del Lavoro che ha congelato tutto.
Bucci, Genova deve continuare a lavorare
Sulla vicenda è intervenuto anche Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, dopo aver incontrato i lavoratori durante l'occupazione dello scalo. «Genova vuole continuare a lavorare», ha detto Bucci. Il governatore ha ricordato che esiste un buon programma, accettato da Acciaierie d'Italia, per lavorare materiale conto terzi. L'azienda avrebbe già inviato una lettera alla Regione e alla Città metropolitana per chiedere le necessarie autorizzazioni.
Bucci ha poi lanciato un monito contro quelli che ha definito messaggi controproducenti, sottolineando di aver sentito i commissari per tutta la giornata di sabato e di essere assolutamente fiducioso sulla soluzione della situazione. La partita resta comunque aperta e si sposterà a Roma il 27 ottobre, quando a Palazzo Chigi si confronteranno governo, commissari, azienda e sindacati. I lavoratori di Cornigliano hanno già fatto sapere che non intendono accettare una cassa integrazione mentre negli impianti c'è lavoro da svolgere, come dimostrano le commesse conto terzi in attesa di autorizzazione.
Fonte: https://www.italpress.com/lavoratori-ex-ilva-cornigliano-occupano-aeroporto-genova