La Guardia di Finanza di Roma ha eseguito un sequestro preventivo di oltre 800mila euro nei confronti di cinque soggetti indagati per una presunta truffa ai danni del PNRR. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Roma su richiesta della Procura Europea (EPPO), ha congelato i saldi di numerosi conti correnti e due unità immobiliari nella Capitale. Le indagini, condotte dal 6° Nucleo Operativo Metropolitano, hanno smascherato un sistema fraudolento che avrebbe consentito di incassare indebitamente contributi pubblici destinati all'imprenditoria femminile.
Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe già ottenuto oltre 600mila euro di fondi pubblici e stava per ricevere ulteriori 120mila euro quando l'erogazione è stata bloccata. Il progetto presentato, che prevedeva la realizzazione di contenuti multimediali per una piattaforma streaming, sarebbe risultato fittizio, sostenuto solo da documentazione fiscale falsa. I flussi di denaro sarebbero stati poi ripuliti attraverso una complessa rete di transazioni bancarie e intersocietarie, per far rientrare i capitali nelle tasche degli amministratori di fatto, ostacolando l'identificazione della loro origine illecita.
Le indagini partono da una verifica fiscale su una società con prestanome
Tutto è iniziato con un controllo fiscale su una società di capitali, formalmente intestata a un prestanome, che aveva richiesto e ottenuto finanziamenti a fondo perduto e un contributo PNRR per l'agevolazione dell'imprenditoria femminile. I finanzieri del 6° Nucleo Operativo Metropolitano hanno ricostruito i flussi finanziari, scoprendo che il programma di investimento era solo sulla carta. Le fatture per operazioni inesistenti hanno giustificato spese mai realizzate, mentre i soldi pubblici venivano dirottati su conti personali e società collegate.
Il sequestro rappresenta un duro colpo per il gruppo, che ora rischia processi per truffa aggravata, riciclaggio e autoriciclaggio. Gli indagati dovranno rispondere anche dell'emissione e utilizzo di fatture false. Le operazioni di polizia giudiziaria hanno permesso di bloccare in tempo l'ultima tranche di finanziamento, evitando un ulteriore danno alle casse dello Stato.
La Procura Europea coordinata con la Guardia di Finanza
La sinergia tra la Procura Europea e la Guardia di Finanza si rivela ancora una volta efficace nel contrasto alle frodi sui fondi comunitari. L'EPPO, che ha competenza sui reati che ledono gli interessi finanziari dell'UE, ha coordinato le indagini fin dall'inizio. Questo caso dimostra come il PNRR, nonostante i controlli, resti un obiettivo sensibile per i truffatori. Le istituzioni stanno rafforzando i sistemi di verifica per prevenire speculazioni e garantire che i fondi arrivino davvero a chi crea innovazione e lavoro.
Gli investigatori non escludono che ci siano altri complici o che il denaro sia stato in parte già investito altrove. Le due unità immobiliari sequestrate, insieme ai conti correnti, rappresentano una prima risposta alle esigenze di confisca. Il valore complessivo del sequestro ammonta a circa 800mila euro, ma le indagini sono ancora in corso per accertare l'eventuale esistenza di ulteriori beni da aggredire.
La vicenda di Roma non è un caso isolato. Negli ultimi mesi, le Fiamme Gialle hanno portato a termine diverse operazioni simili in tutta Italia, recuperando milioni di euro sottratti ai progetti finanziati con il Recovery Fund. La collaborazione tra le forze dell'ordine e la magistratura è fondamentale per proteggere le risorse pubbliche e punire chi le utilizza in modo fraudolento.
Fonte: https://www.italpress.com/frode-sui-fondi-pnrr-a-roma-sequestro-preventivo-di-oltre-800mila-euro