La Guardia di Finanza di Trento ha eseguito un decreto di sequestro preventivo per 790.514 euro nei confronti di un imprenditore agricolo locale e di cinque sodali, ritenuti appartenenti a un'associazione a delinquere dedita allo sfruttamento del lavoro e alla truffa. L'indagine, condotta dal Gruppo della Guardia di Finanza insieme al Servizio Lavoro della Provincia autonoma di Trento e coordinata dalla Procura della Repubblica, ha ricostruito una sistema di sfruttamento attivo dal 2018 al 2024 ai danni di 84 lavoratori stranieri.
Contratti stagionali e 250 ore extra al mese
Le vittime, provenienti da Marocco, Romania, India, Nigeria, Pakistan e Camerun, erano state assunte con contratti stagionali legati al cosiddetto Decreto Flussi per la raccolta di piccoli frutti. Secondo quanto accertato dagli investigatori, i lavoratori venivano sovra-impiegati fino a 250 ore mensili oltre il limite previsto dalla legge, con una paga oraria inferiore a quella stabilita dal contratto collettivo nazionale, sia per le ore ordinarie sia per quelle straordinarie. Le retribuzioni, già modeste, subivano ulteriori decurtazioni per coprire spese quotidiane imposte dai datori di lavoro, tra cui 3 euro a notte per l'alloggio, 100 euro una tantum per una coperta e un cuscino e 5 euro di carburante per ogni spostamento utile alla spesa.
Alloggi fatiscenti e condizioni di vulnerabilità
I lavoratori erano ospitati in abitazioni prive dei requisiti igienico-sanitari minimi e in condizioni di sovraffollamento che non garantivano spazi sufficienti per riporre gli effetti personali. La loro condizione di particolare fragilità era aggravata dalla scarsa conoscenza della lingua italiana, dall'assenza di alternative occupazionali e dalla necessità di assicurare un reddito alle proprie famiglie. Il vantaggio patrimoniale conseguito dagli indagati e dalle due aziende agricole a loro riconducibili è stato quantificato in 753.014 euro, pari al risparmio ottenuto dalla mancata corresponsione delle retribuzioni dovute e dei contributi previdenziali e assistenziali non versati.
La truffa sulla conversione del permesso di soggiorno
Le indagini hanno inoltre fatto emergere condotte di truffa aggravata ai danni di 9 cittadini marocchini, ai quali sarebbe stato fatto credere di dover pagare tra 4.000 e 5.000 euro per ottenere la conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato. Una procedura che, secondo il Decreto Flussi, è gratuita. In totale le vittime hanno versato 37.500 euro. Agli indecisi veniva prospettato il rischio di perdere il lavoro, l'alloggio e la possibilità di restare regolarmente in Italia. Il Tribunale di Trento, condividendo la ricostruzione della Procura, ha disposto il sequestro finalizzato alla confisca, anche per equivalente, dell'intero importo considerato profitto illecito dei reati contestati.