Un uomo di 50 anni è stato arrestato a Tivoli con l'accusa di violenza sessuale aggravata su minori. Gli agenti della Polizia di Stato di Roma hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del cinquantenne, italiano, al termine di un'indagine avviata nella primavera scorsa. La vicenda ruota attorno a una ragazzina di appena 12 anni, vittima di reiterati episodi di abuso da parte di un familiare stretto, il cugino del padre.
La denuncia ha fatto scattare le indagini
Le indagini hanno preso il via nello scorso mese di aprile, quando è arrivata la denuncia che descriveva episodi ripetuti di violenza sessuale ai danni della minore. Gli investigatori hanno ricostruito una situazione di particolare fragilità, legata al contesto familiare e alla convivenza forzata tra la vittima e l'indagato. Secondo quanto accertato, i fatti si sarebbero verificati nel periodo in cui l'uomo, insieme alla propria compagna, era ospite presso l'abitazione della famiglia della ragazzina.
Approfittò della convivenza e della parentela
Stando alla ricostruzione della Polizia, il cinquantenne avrebbe sfruttato il contesto di convivenza, i rapporti di parentela e la consolidata frequentazione con la minore per abusare di lei, costringendola a subire atti sessuali contro la propria volontà. Un quadro inquietante, quello delineato dagli inquirenti, che parla di una relazione di fiducia tradita all'interno delle mura domestiche, là dove una bambina avrebbe dovuto sentirsi al sicuro.
Gli abusi nella camera da letto e in auto
Gli episodi, iniziati nell'estate del 2025, si sarebbero verificati principalmente all'interno della camera da letto della dodicenne. In quelle circostanze l'uomo, con il pretesto di salutarla, si sarebbe trattenuto più volte nella stanza, ponendo in essere comportamenti di natura sessuale consistiti in ripetuti palpeggiamenti. Condotte analoghe si sarebbero ripetute anche durante alcuni tragitti in auto diretti verso la località di villeggiatura della famiglia.
La ragazzina filmò uno degli abusi
Proprio nel corso di uno di questi spostamenti la vittima sarebbe riuscita a filmare quanto stava accadendo, acquisendo un elemento di prova che è poi confluito nel quadro investigativo. Un gesto di coraggio che ha consentito agli inquirenti di dare sostanza a una denuncia altrimenti difficile da documentare. Gli elementi raccolti dalla Polizia di Stato, sotto il coordinamento della Procura competente, hanno portato il Tribunale del Riesame a emettere l'ordinanza di custodia in carcere nei confronti dell'indagato.
La Cassazione conferma il carcere
Il provvedimento è stato poi confermato dalla Corte di Cassazione, che ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza in relazione ai fatti contestati. Per il cinquantenne si sono quindi aperte le porte del carcere, mentre la dodicenne affronta un percorso di tutela e sostegno. La vicenda di Tivoli riaccende l'attenzione sul tema della protezione dei minori e sulla necessità di riconoscere i segnali di abuso anche all'interno di contesti familiari apparentemente tranquilli.