L'ex direttore dell'Avanti, Valter Lavitola, è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati, che hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip di Roma su richiesta della procura. L'accusa nei suoi confronti è di essere il mandante dell'attentato ai danni del giornalista di Report Sigfrido Ranucci. Lavitola era già stato indagato il 7 luglio scorso, e ora le indagini hanno portato a un passo decisivo, con una perquisizione in corso nella sua abitazione.
L'ordinanza di custodia cautelare riguarda anche Gomes Clesio Tavares, accusato di aver partecipato alla pianificazione dell'attentato. Le investigazioni avevano già portato, lo scorso 30 giugno, all'arresto di quattro persone, ritenute gravemente indiziate di essere gli esecutori materiali della deflagrazione avvenuta davanti alla villa del giornalista. Secondo il provvedimento cautelare, i ruoli di Lavitola e Tavares si sono distinti in compiti di pianificazione e coordinamento operativo, con Lavitola che avrebbe concepito l'attentato e incaricato Tavares di reclutare le persone in grado di reperire l'esplosivo e di compiere l'azione dimostrativa.
Il ruolo di Lavitola e Tavares nella preparazione dell'attentato
Lavitola è indiziato di aver dato mandato a Tavares di individuare gli esecutori materiali, e avrebbe partecipato personalmente, insieme a Tavares, a un primo sopralluogo esplorativo il 15 settembre 2025. Tavares, ancora ricercato, avrebbe agito come raccordo operativo per conto di Lavitola, reclutando e istruendo gli esecutori campani e coordinando una seconda ricognizione sul litorale laziale il 10 ottobre 2025. Le misure restrittive si basano sull'analisi incrociata dei tabulati telefonici e telematici delle celle serventi l'area dell'attentato, sul tracciamento dei veicoli coinvolti nelle fasi preparatorie e sull'esame forense dei telefoni cellulari in uso agli indagati, che hanno smentito i tentativi di precostituirsi degli alibi difensivi.
Le indagini che hanno portato all'arresto
L'inchiesta, coordinata dalla procura di Roma, ha permesso di ricostruire la catena di comando e di esecuzione dell'attentato, che ha visto coinvolti anche quattro soggetti già arrestati il 30 giugno. Le evidenze raccolte hanno avuto un peso determinante nel convincere il gip a emettere l'ordinanza di custodia cautelare per Lavitola, considerato il mandante dell'operazione. Le indagini continuano per individuare e catturare Tavares, ancora latitante, e per accertare eventuali ulteriori responsabilità.
L'attentato a Sigfrido Ranucci, noto conduttore di Report, aveva destato grande allarme per la sicurezza dei giornalisti in Italia. L'arresto di un personaggio noto come Lavitola, con un passato politico e giudiziario complesso, rappresenta un importante passo avanti nella lotta alla criminalità che tentava di intimidire il lavoro di informazione. La notizia è stata accolta con soddisfazione dall'Ordine dei Giornalisti e dalle associazioni di categoria, che hanno espresso solidarietà a Ranucci e hanno sottolineato l'importanza di garantire la libertà di stampa.
Le prossime fasi processuali chiariranno le dinamiche dell'attentato e le responsabilità di tutti gli indagati, ma intanto l'arresto di Lavitola segna un momento cruciale nelle indagini, che hanno coinvolto più soggetti e sono state condotte con tecniche investigative avanzate. La perquisizione in corso nella sua abitazione potrebbe fornire ulteriori elementi utili alle indagini.