La Banca del Sangue Cordonale di Sciacca assume un ruolo centrale in un nuovo progetto regionale dedicato alla cura dei neonati prematuri.
La struttura, unica in Sicilia e operativa all’interno dell’Asp di Agrigento, sarà infatti il punto di riferimento per la lavorazione delle sacche raccolte nell’ambito di uno studio multicentrico che coinvolge 15 Unità di Terapia Intensiva Neonatale.
A dirigere la Banca del Sangue Cordonale di Sciacca è Pasquale Gallerano, mentre Giusy Tancredi è la responsabile regionale dello studio.
Il primo ospedale siciliano ad avviare concretamente la raccolta e l’impiego del sangue cordonale è l’Umberto I di Enna.
Nel reparto di Ginecologia del presidio ennese, diretto dal professor Elio Pecorino, è già stato predisposto un centro dedicato.
Il materiale prelevato sarà trasportato con navette specifiche fino a Sciacca, dove verrà sottoposto alle necessarie procedure di lavorazione e trasformato in unità utilizzabili dalle Terapie Intensive Neonatali aderenti.
Dopo il trattamento effettuato dalla Banca del Sangue Cordonale di Sciacca, le sacche destinate a Enna saranno riconsegnate al Centro trasfusionale diretto da Francesco Spedale.
Potranno quindi essere utilizzate dall’Unità di Terapia Intensiva Neonatale coordinata da Sabrina Morreale, secondo le indicazioni previste dallo studio.
L’obiettivo è valutare i possibili benefici delle trasfusioni di sangue cordonale nei bambini nati prima del termine.
La presenza di emoglobina fetale, caratterizzata da una maggiore affinità con l’ossigeno rispetto a quella adulta, potrebbe favorire un rilascio più graduale ai tessuti e contribuire a proteggere organi ancora immaturi.
La sperimentazione punta in particolare a ridurre il rischio di complicanze legate alla prematurità, come la retinopatia del prematuro e la broncodisplasia polmonare.
Si tratta di condizioni che possono avere conseguenze rilevanti sullo sviluppo e sulla qualità della vita dei piccoli pazienti.
L’avvio operativo arriva dopo un percorso durato quattro anni, necessario per completare autorizzazioni, protocolli e adempimenti.
La prima riunione tra i referenti regionali e quelli dell’Asp di Enna si è svolta nel mese di luglio e ha consentito di definire gli ultimi passaggi.
Il progetto valorizza così una delle realtà sanitarie più specialistiche presenti a Sciacca.
Dalla città partiranno le unità di sangue cordonale lavorate e pronte per l’impiego nelle strutture coinvolte, confermando il ruolo strategico della banca saccense all’interno della rete ospedaliera siciliana