Vent’anni di carcere. È la pena che il sostituto procuratore generale di Palermo, Salvatore Leopardi, ha chiesto di confermare per Calogero Pietro Falco Abramo, 71 anni, di Racalmuto, accusato dell’omicidio di Antonio Morgana, il diciassettenne ucciso il 23 ottobre 2013 nelle campagne di Palma di Montechiaro.
Per quella morte, dopo oltre dieci anni senza un responsabile, Falco Abramo era stato condannato in primo grado dalla Corte d’assise di Agrigento. Secondo la ricostruzione accolta dai giudici, l’uomo avrebbe sparato contro un gruppo di ragazzi dopo averli ritenuti responsabili di un furto nella sua casa di campagna.
Morgana era in auto con quattro amici quando furono esplosi diversi colpi di una pistola calibro 7,65. Due proiettili raggiunsero il diciassettenne, uccidendolo. Un altro ragazzo rimase ferito a una gamba.
Falco Abramo ha sempre respinto ogni accusa. A riportare il caso al centro delle indagini, dopo più di dieci anni, sono state le investigazioni del commissariato di Licata, che hanno portato alla sua identificazione.
Il processo d’appello proseguirà il 9 novembre con l’arringa della difesa. La sentenza della Corte d’assise d’appello è attesa per il 30 novembre.