Ha potuto riabbracciare il suo bambino di appena due mesi, che non vedeva da dieci giorni dopo il parto, la donna di 38 anni tornata a casa dopo quasi due mesi di ricovero e un complesso percorso di cure culminato con un trapianto di cuore.
La vicenda è iniziata dieci giorni dopo il parto, quando la donna si è presentata al pronto soccorso del Policlinico di Messina con un forte dolore al torace e una persistente difficoltà respiratoria. Gli accertamenti hanno evidenziato un infarto acuto in corso, con una parte del cuore già in necrosi. La coronarografia ha diagnosticato una dissecazione coronarica spontanea di tipo 4, la forma più grave della patologia, caratterizzata dal distacco di una parte della parete del vaso con conseguente ostruzione del flusso coronarico.
I medici hanno impiantato quattro stent, ma la paziente è andata incontro a un arresto cardiaco. Dopo la defibrillazione e le manovre rianimatorie, il cuore ha ripreso a battere. Per mantenere la circolazione sanguigna è stata inoltre inserita una pompa intracardiaca percutanea nell’arteria femorale, consentendo di preservare la perfusione degli organi.
Successivamente la donna è stata trasferita al Papardo di Messina, dove è stata posta in circolazione extracorporea, e quindi trasportata in elicottero all’Ismett di Palermo senza danni cerebrali, renali o polmonari. Condizioni che hanno consentito l’inserimento in lista d’urgenza per il trapianto di cuore, eseguito pochi giorni dopo con il primo organo disponibile.