Specializzanda palermitana trovata morta in casa, indagato il compagno · Risoluto
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Specializzanda palermitana trovata morta in casa, indagato il compagno

Di Cristian Ruvanzeri
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Specializzanda palermitana trovata morta in casa, indagato il compagno

Una specializzanda palermitana di 31 anni è stata trovata morta nell’abitazione di via Catili, a Barcellona Pozzo di Gotto, dove viveva. Sul decesso la Procura di Barcellona Pozzo di Gotto ha aperto un’inchiesta e un giovane di 29 anni, originario di Brindisi e compagno della donna, è stato iscritto nel registro degli indagati.


A dare l’allarme è stato proprio io giovane, che ha chiamato il 118 quando si è accorto che le condizioni della compagna stavano peggiorando. La Procura, diretta dal procuratore Giuseppe Verzera, con i sostituti Veronica De Toni ed Emanuela Scali, sta concentrando gli accertamenti sulle sostanze che, secondo una prima ricostruzione, potrebbero essere state assunte dalla donna e sulle circostanze che hanno preceduto la morte.


L’ipotesi al momento è quella di un’overdose da oppioidi, ma per stabilire la causa del decesso saranno necessari gli esami medico-legali e tossicologici. Il giovane è stato ascoltato a lungo dagli investigatori e in Procura insieme al suo legale, l’avvocato Giuseppe Ciminata.


Nel corso dell’interrogatorio avrebbe raccontato di essere seguito dal Sert di Brindisi per una storia di tossicodipendenza e di assumere metadone nell’ambito del percorso terapeutico. Secondo la sua versione, il farmaco veniva tenuto nascosto proprio per evitare che la compagna potesse assumerlo. Gli investigatori stanno verificando anche questo aspetto, dopo che l’uomo avrebbe riferito che la donna avrebbe utilizzato il metadone.


Nel suo racconto sarebbe comparso inoltre il riferimento al fentanyl, che la specializzanda avrebbe assunto e che, secondo quanto riferito dal giovane, avrebbe reperito nella struttura lavorativa. Anche questo elemento dovrà essere verificato attraverso gli accertamenti scientifici.


Durante i rilievi nell’abitazione, i carabinieri della compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto hanno sequestrato diversi elementi ritenuti utili alle indagini, tra cui flaconcini di morfina, midazolam e levometadone provenienti dal Sert di Brindisi. Sono stati acquisiti anche il piano terapeutico dell’uomo e i telefoni cellulari utilizzati dalla coppia.


Il giovane è indagato per ipotesi di reato legate alla detenzione di sostanze stupefacenti e alla morte come conseguenza di altro delitto. Al momento non è stato disposto alcun fermo.


La vicenda ha avuto un ulteriore sviluppo nella notte, quando il giovane ha accusato un malore dopo essere stato ascoltato. Avrebbe manifestato una forte sudorazione e altri sintomi ed è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto.


La Procura dovrebbe conferire nei prossimi giorni l’incarico al medico legale per l’autopsia. Saranno soprattutto l’esame autoptico e gli esami tossicologici a stabilire se la morte sia stata provocata da un’overdose e, in quel caso, quali sostanze abbiano determinato l’intossicazione.


Cristian Ruvanzeri

Cristian Ruvanzeri

Giornalista

Giornalista pubblicista. Ha iniziato a collaborare con la redazione di Risoluto nel 2022, a soli 18 anni. Si occupa principalmente di cronaca e spettacolo.

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