La marineria saccense non intende interrompere la mobilitazione. Dopo lo stop alle attività deciso al termine del fermo biologico, i pescatori continueranno a tenere alta l’attenzione sulla crisi del comparto, a partire dall’aumento del costo del gasolio, che gli operatori indicano come uno dei principali fattori di difficoltà per la sostenibilità delle battute di pesca.
La protesta coinvolge, oltre a Sciacca, diverse marinerie siciliane.
Nei giorni scorsi il coordinamento costituito da Sciacca, Licata, Porto Empedocle, Porto Palo di Capo Passero, Scoglitti, Trapani e Pozzallo ha formalizzato alla Regione una serie di richieste di intervento, sollecitando risorse e misure a sostegno delle imprese e degli equipaggi.
Tra le proposte avanzate figurano il rafforzamento del fondo regionale per la pesca, interventi economici destinati alle imprese, l’attivazione dei prestiti agevolati e una serie di provvedimenti da portare al confronto con il Governo nazionale, tra cui la proroga del credito d’imposta, la revisione dei criteri dei contributi e la sospensione di alcuni pagamenti per le aziende del settore.
Un primo riscontro è arrivato dall’assessore regionale all’Agricoltura e alla Pesca, Luca Sammartino, che ha convocato le organizzazioni del comparto per lunedì 5 ottobre alle 13, nella sede dell’assessorato regionale di Palermo.
L’incontro è stato organizzato con le rappresentanze datoriali, cooperative e sindacali del settore.
Per ragioni organizzative, l’assessorato ha comunicato che all’incontro sarà ammesso un solo rappresentante per ciascuna organizzazione.
La convocazione arriva mentre la protesta delle marinerie siciliane si allarga e il confronto con le istituzioni regionali entra in una fase decisiva.
A Sciacca i pescatori avevano già annunciato la volontà di non tornare in mare una volta concluso il fermo biologico, proprio per richiamare l’attenzione sulla sostenibilità economica dell’attivita'.
La marineria saccense, dunque, mantiene lo stato di mobilitazione in attesa del confronto di Palermo, dal quale i rappresentanti del settore chiedono risposte concrete sulle misure di sostegno e sul futuro dell’attività di pesca.