Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha espresso perplessità sulla strategia comunicativa della Federcalcio nel corteggiamento di Pep Guardiola per la panchina azzurra. Intervenuto in collegamento con Sky Tg 24, Abodi ha definito un azzardo l'apertura pubblica a un profilo come quello del tecnico spagnolo senza avere la certezza del suo sì. Parole che arrivano dopo il rifiuto di Guardiola, che ha spinto la Federazione a virare su Andrea Pirlo, ex centrocampista campione del mondo, ora vicino a un accordo quadriennale.
Guardiola, un azzardo comunicativo secondo Abodi
Secondo il ministro, proporre pubblicamente la panchina a Guardiola senza un riscontro positivo preventivo è stato rischioso. 'Queste non sono proposte alle quali sentirsi dire no grazie, qualsiasi sia la ragione', ha dichiarato Abodi, sottolineando che simili operazioni vanno gestite con massima discrezione. Il no di Guardiola ha così costretto la Figc a rivedere i piani, accelerando le trattative per Pirlo, il cui arrivo sembra ormai imminente.
Pirlo, una scommessa da valutare sul campo
Abodi ha poi commentato l'accordo ormai in chiusura con Andrea Pirlo, definendolo una scelta che solo i risultati potranno giudicare. 'Le scommesse sono sempre un azzardo', ha spiegato il ministro, aggiungendo che l'accordo quadriennale potrebbe rivelarsi lungimirante. Ha ricordato che Pirlo ha già dimostrato il suo valore come allenatore, ma ha sottolineato che il successo della Nazionale dipenderà anche dal sistema calcio italiano, a partire dai club di Serie A. 'Nulla succede solo per la capacità dell'allenatore', ha precisato.
Euro 2032, ottimismo consapevole per gli stadi
Nel corso dell'intervista, Abodi ha fatto il punto anche sui preparativi per Euro 2032, che l'Italia ospiterà insieme alla Turchia. Ha parlato di un lavoro integrato tra Figc, commissario Sessa, amministrazioni locali e Mef per definire il pacchetto di stadi candidati, con scadenze Uefa a fine luglio. 'C'è ottimismo consapevole', ha dichiarato, citando la necessità di risolvere il nodo del nuovo San Siro a Milano e di supportare progetti come quelli di Napoli. Il ministro si è detto fiducioso sulla possibilità di rispettare i parametri richiesti dall'Uefa.