Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha ribadito la ferma opposizione dell'Italia a qualsiasi forma di pedaggio per il transito navale negli stretti internazionali, in particolare nello Stretto di Hormuz. A margine dell'evento "Moto d'Italia - Cultura oltre la pista", Tajani ha sottolineato che la libertà di navigazione è un principio fondamentale per un Paese esportatore come l'Italia. Imporre pedaggi, ha spiegato, creerebbe un pericoloso precedente capace di danneggiare il commercio globale. L'Italia, con la sua forte dipendenza dalle esportazioni via mare, vede con preoccupazione qualsiasi tentativo di limitare il transito libero nelle acque internazionali. Tajani ha chiarito che la posizione italiana non è solo una difesa degli interessi nazionali ma anche un sostegno al diritto marittimo internazionale che garantisce il passaggio innocuo.
Opposizione netta ai pedaggi nello Stretto di Hormuz
Secondo Tajani, l'Iran o altri attori non dovrebbero imporre tasse per il passaggio in acque considerate internazionali. "Dar vita a pedaggi per il passaggio significa realizzare un precedente pericoloso", ha dichiarato. La posizione italiana si allinea con il diritto marittimo internazionale, che garantisce il transito innocuo. L'Italia, in quanto grande esportatore, considera questa minaccia come un attacco diretto ai propri interessi economici. Il ministro ha inoltre ricordato che l'Italia è contraria a qualsiasi dazio imposto da qualunque paese, sottolineando che la libertà di navigazione deve essere preservata per evitare escalation commerciali. Le parole di Tajani arrivano in un momento di tensioni crescenti nella regione, dove il controllo delle rotte marittime è diventato un tema caldo per la sicurezza energetica e commerciale globale.
Roma si propone come capitale della pace per il Libano
Nel corso dello stesso intervento, Tajani ha rivelato di aver parlato con i capi negoziatori libanese e israeliano, invitandoli a raggiungere un accordo. "Roma è la città che può veramente diventare in questi giorni capitale della pace", ha affermato il ministro, sottolineando il ruolo dell'Italia nel sostenere la stabilità libanese. L'Italia è già presente con la missione Unifil e con programmi bilaterali di formazione per le forze armate libanesi. Tajani ha auspicato un rafforzamento delle istituzioni libanesi, a cominciare dal presidente Aoun. L'Italia ha offerto la propria disponibilità a fare tutto il possibile per aiutare il Libano a trovare una pace duratura, basata sul rafforzamento dell'autorità nazionale e delle istituzioni. La scelta di svolgere negoziati in Italia dimostra, secondo Tajani, il ruolo centrale che il paese ricopre nella costruzione della pace nel Mediterraneo.
Impegno internazionale dell'Italia anche a Gaza e in Sudan
Tajani ha ricordato l'azione italiana a Gaza, dove Roma è riuscita a dialogare sia con israeliani che con palestinesi. In Sudan, l'Italia si è distinta come il Paese più attivo nel portare soccorso alle popolazioni colpite da una guerra dimenticata. Il ministro ha avvertito che il conflitto sudanese rischia di generare un'emergenza migratoria con migliaia di morti. "Il nostro compito è continuare a lavorare per la pace attraverso la Cooperazione internazionale", ha concluso Tajani. L'Italia ha dimostrato di essere un partner affidabile nella risoluzione dei conflitti, capace di parlare con tutte le parti coinvolte. La strategia italiana si basa su un approccio multilaterale e sulla promozione del dialogo come strumento principale per risolvere le crisi umanitarie e politiche.