Flavio Cobolli ha raggiunto un traguardo storico per il tennis italiano, salendo alla sesta posizione del ranking Atp dopo la sua prima semifinale in un Masters 1000 a Cincinnati. Questo risultato lo colloca come il sesto italiano di sempre a entrare nella top sei mondiale, un'impresa che nell'era del ranking computerizzato era stata riuscita solo a grandi nomi come Adriano Panatta, Lorenzo Musetti e Matteo Berrettini. Prima del 1973, solo Nicola Pietrangeli, numero 3 nel 1959 e 1960, era riuscito a posizionarsi così in alto, un primato che è rimasto imbattuto fino all'avvento di Jannik Sinner, primo azzurro a diventare numero 1 del mondo.
La scalata di Cobolli dopo la semifinale a Cincinnati
Il percorso di Cobolli è stato in costante ascesa, culminato con la prestazione eccezionale al torneo dell'Ohio, dove ha raggiunto le semifinali, battendo avversari di alto livello. Questo exploit gli ha permesso di guadagnare quattro posizioni, superando giocatori del calibro di Alex De Minaur e Daniil Medvedev. Ora Cobolli si prepara ad affrontare lo US Open con rinnovata fiducia, consapevole di avere il ranking e il gioco per competere ai massimi livelli. La sua crescita rappresenta una delle storie più positive del tennis italiano recente, dimostrando che il movimento azzurro non si basa solo su Sinner ma anche su una nuova generazione di talenti.
Sinner consolida la vetta, Zverev torna secondo
Jannik Sinner, nonostante salti lo US Open per un problema fisico, mantiene saldamente la prima posizione con 12.800 punti, un margine enorme sugli inseguitori. Il suo primato è sicuro almeno fino ai primi di ottobre, quando scadranno i punti del Masters 1000 di Shanghai. Alle sue spalle, Alexander Zverev è risalito al secondo posto, approfittando della perdita dei 1.000 punti di Carlos Alcaraz, che l'anno scorso aveva vinto il titolo a Cincinnati. Lo spagnolo, ora terzo, potrà al massimo difendere i suoi punti allo US Open, dove è campione in carica, ma non guadagnarne ulteriori.
Gli altri italiani nel ranking Atp
Tra gli altri azzurri, Lorenzo Musetti guadagna una posizione e sale al quattordicesimo posto, mentre Luciano Darderi scende di due piazze al ventiduesimo. Matteo Arnaldi resta stabile al trentaquattresimo, mentre Matteo Berrettini perde una posizione e si trova al quarantatreesimo. Più indietro, Lorenzo Sonego è novantunesimo, Mattia Bellucci novantaseiesimo, Andrea Pellegrino centoventinovesimo, Stefano Travaglia centoquarantasettesimo e Marco Cecchinato centosessantaseiesimo. La presenza di molti italiani nella top 150 conferma la profondità del movimento tennistico nazionale.
Paolini scende in ventesima posizione, Sabalenka sempre leader
Nel ranking Wta, Jasmine Paolini perde cinque posizioni a causa dell'infortunio che le ha impedito di difendere la finale raggiunta lo scorso anno a Cincinnati. La toscana scende al ventesimo posto, ma resta l'unica italiana in top 100 insieme a Elisabetta Cocciaretto, che è sesta Sessantaseiesima. Da segnalare il balzo di Lucrezia Stefanini, che grazie alle qualificazioni superate a Cincinnati guadagna 23 posizioni e si porta al centodiciannovesimo posto. Bene anche Lisa Pigato, che sale al centotrentesimo, superando Lucia Bronzetti, scesa al centotrentacinquesimo. Aryna Sabalenka mantiene il primato con 8.575 punti, seguita da Elena Rybakina, che ha ridotto il distacco a 434 punti. La sfida tra le due si rinnoverà allo US Open, dove la bielorussa dovrà difendere i 2.000 punti del titolo vinto l'anno scorso su Amanda Anisimova. Iga Swiatek, campionessa uscente a Cincinnati, ha perso in semifinale e scende di tre posizioni all'ottavo posto, mentre salgono Mirra Andreeva e Linda Noskova, quest'ultima al suo best ranking.