Il ministro della Difesa Guido Crosetto è intervenuto con un videomessaggio all'evento CyberShield AI Italia - La nuova difesa digitale nazionale, promosso dall'ANGI, per delineare la posizione del governo italiano sul rapporto tra intelligenza artificiale, cybersicurezza e tutela delle infrastrutture critiche. Nel suo intervento, il titolare del dicastero di Via XX Settembre ha spiegato che il concetto stesso di difesa si è ampliato oltre le dimensioni tradizionali, includendo ormai a pieno titolo lo spazio digitale e le reti da cui dipende la vita quotidiana dei cittadini.
La sicurezza non è più solo terra, mare e cielo
Secondo Crosetto, parlare di cybersecurity e intelligenza artificiale equivale a parlare della sicurezza futura del Paese, perché le minacce non arrivano più soltanto da teatri fisici ma anche da infrastrutture digitali, reti energetiche, sistemi di comunicazione e servizi essenziali. Il ministro ha sottolineato come la dimensione cibernetica sia ormai parte integrante della sovranità nazionale e richieda un approccio strategico che non può essere delegato esclusivamente agli apparati tecnici, ma deve coinvolgere l'intero sistema istituzionale ed economico. In questo quadro, l'evento organizzato dall'ANGI rappresenta un momento di confronto utile per mettere a sistema competenze pubbliche e private, in linea con le iniziative già avviate dal governo sul fronte della difesa cibernetica e della protezione delle infrastrutture critiche nazionali.
Le opportunità dell'IA e i rischi di un uso illecito
Nel suo messaggio, il ministro ha riconosciuto che l'intelligenza artificiale offre possibilità straordinarie, potendo aumentare le capacità di conoscenza, prevenzione e protezione. Tuttavia, ha avvertito che ogni grande innovazione porta con sé anche rischi concreti, poiché le stesse tecnologie possono essere impiegate per scopi illeciti, per attaccare le infrastrutture, manipolare le informazioni e colpire le istituzioni. Crosetto ha evidenziato come questi strumenti possano arrivare a mettere in discussione valori fondamentali come la libertà, la democrazia e la sicurezza delle persone, rendendo necessaria una riflessione che non si limiti agli aspetti tecnici ma investa il modello di società che si intende difendere. Il punto centrale, ha aggiunto, non è avere paura della tecnologia, ma sapere come usarla e governarla.
Investire nelle competenze prima che negli strumenti
Il ministro ha indicato una direzione precisa, sostenendo la necessità di investire nella tecnologia ma soprattutto nelle competenze e nella capacità di lavorare insieme. Questa impostazione richiama la necessità di formare personale specializzato, rafforzare la collaborazione tra istituzioni, università e settore privato e costruire una cultura della sicurezza digitale diffusa. Solo attraverso un approccio integrato, ha spiegato Crosetto, è possibile fare in modo che l'intelligenza artificiale e le nuove tecnologie diventino strumenti di progresso, sicurezza e libertà, invece di trasformarsi in armi nelle mani di chi vuole indebolire le società democratiche. La responsabilità, ha concluso il ministro, riguarda tutti noi, dalle istituzioni ai cittadini, dalle imprese al mondo della ricerca.
Un dibattito che intreccia difesa, diritti e innovazione
L'intervento di Crosetto si inserisce in un dibattito sempre più acceso sul ruolo dell'intelligenza artificiale nella sicurezza nazionale e sulle tutele da predisporre per evitare abusi. Temi come la protezione dei dati, la resilienza delle reti e la lotta alla disinformazione sono ormai centrali nelle agende dei governi europei, soprattutto dopo l'approvazione di normative come il D.Lgs. 160/2026 sull'azione diretta contro l'assicurazione per i danni da intelligenza artificiale. In questo scenario, la posizione espressa dal ministro della Difesa conferma la volontà dell'Italia di collocarsi tra i Paesi che intendono governare l'innovazione senza subirla, coniugando sviluppo tecnologico e tutela dei valori democratici. L'evento CyberShield AI Italia, promosso dall'ANGI, si propone come spazio di elaborazione di strategie condivise per una difesa digitale che sia all'altezza delle sfide presenti e future.