Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha scelto la cornice solenne di Porta San Paolo a Roma per celebrare l'83° anniversario della difesa della Capitale, un evento che quest'anno assume un significato ancora più profondo alla luce delle tensioni internazionali che stiamo vivendo. Nel suo intervento, il ministro ha voluto tracciare un parallelo tra il 1943 e il 2026, sottolineando come il mondo di oggi, pur essendo tecnologicamente avanzato, non sia affatto più sicuro di quello di allora.
Crosetto ha parlato di un'Europa nuovamente attraversata da conflitti, con guerre che sono tornate a bussare alle porte del continente. Ha citato le minacce ibride, quelle cibernetiche, spaziali, energetiche e quelle legate alla disinformazione, evidenziando come la sicurezza non possa più essere demandata unicamente alle forze armate. La sicurezza è una responsabilità condivisa che coinvolge istituzioni, imprese, mondo della ricerca e, soprattutto, i cittadini.
La sicurezza nazionale come sforzo collettivo di cittadini e istituzioni
Secondo il ministro, la libertà e la sicurezza di un Paese dipendono dalla sua coesione interna. Un Paese unito è in grado di resistere alle pressioni esterne e di reagire con determinazione alle sfide. Crosetto ha sottolineato l'importanza di valori come la fiducia, la solidarietà e il senso di appartenenza, che rappresentano il vero collante di una comunità. Ha esortato a trasmettere questi valori alle nuove generazioni, perché la pace e la democrazia non sono conquiste permanenti ma richiedono una vigilanza costante.
La pace e la libertà non sono eredità passive ma impegno attivo
Nel suo discorso, Crosetto ha voluto sfatare l'idea che la libertà sia un'acquisizione definitiva. Al contrario, ha insistito sulla necessità di custodirla e difenderla ogni giorno. Ha ricordato che la libertà ricevuta dai caduti non è un'eredità da contemplare ma una responsabilità da onorare con azioni concrete. In un momento storico in cui le democrazie sembrano dare per scontati i propri fondamenti, il messaggio del ministro risuona come un monito a non abbassare la guardia.
La cerimonia di Porta San Paolo, che ricorda la resistenza dei cittadini romani contro l'occupazione nazista, è diventata così l'occasione per rilanciare un appello all'unità nazionale. Crosetto ha concluso il suo intervento ringraziando tutti coloro che, con il loro sacrificio, hanno reso possibile la libertà di cui oggi godiamo, e ha esortato gli italiani a riscoprire quello spirito di solidarietà che ha permesso al Paese di risorgere dopo la guerra.