Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha lanciato un avvertimento diretto a Washington nel corso di un'intervista alla BBC. Secondo il titolare del dicastero di via XX Settembre, limitare l'accesso dell'Ucraina ai sistemi satellitari e alle informazioni di intelligence rappresenterebbe «un grave errore», capace di produrre l'effetto opposto a quello desiderato. La tesi sostenuta dal ministro è che una riduzione del supporto informativo e tecnologico a disposizione di Kiev non accelererebbe affatto un esito negoziato, ma anzi allungherebbe la durata del conflitto.
Per Crosetto la debolezza ucraina rafforza le ambizioni di Putin
Il ragionamento del ministro della Difesa si concentra sulla psicologia strategica del Cremlino. «La pace arriverà quando Putin sarà convinto che c'è una situazione di stallo, che non può avanzare ulteriormente», ha spiegato Crosetto alla emittente britannica. Solo la consapevolezza di non poter conseguire nuovi risultati militari potrebbe spingere Vladimir Putin a sedersi a un tavolo negoziale. Al contrario, se Mosca percepisce segnali di cedimento da parte ucraina, o se gli Stati Uniti privano Kiev delle risorse necessarie, si crea un vuoto di capacità difensiva che il Cremlino interpreterebbe come una finestra di opportunità.
«Se vede delle debolezze da parte ucraina, e se gli Stati Uniti privano l'Ucraina delle risorse, questo crea debolezza, allora crederà di poter vincere. Quindi continuerà la guerra», ha aggiunto il ministro. La conclusione è che una strategia basata sulla pressione a Kiev attraverso la riduzione degli aiuti militari e informativi finirebbe per rafforzare le aspettative russe di una vittoria sul campo, allontanando invece che avvicinare le condizioni per una pace negoziata.
L'impegno italiano resta ma il Parlamento diventa più complicato
Sul fronte della posizione italiana, Crosetto ha confermato che il sostegno militare a Kiev proseguirà «finché questo governo sarà in carica». Una dichiarazione di continuità che però si accompagna alla franca ammissione delle crescenti difficoltà politiche interne. Con l'avvicinarsi delle elezioni, ha riconosciuto il ministro, ottenere l'approvazione parlamentare per ulteriori forniture di armamenti diventerà «più difficile», segno di una maggioranza che dovrà fare i conti con un clima politico sempre più teso sul dossier ucraino.
Le parole del titolare della Difesa arrivano in un momento in cui il dibattito sull'assistenza a Kiev si intreccia con le scadenze elettorali e con le pressioni internazionali. La questione dei sistemi satellitari e dell'intelligence è particolarmente delicata, perché riguarda capacità che non si sostituiscono dall'oggi al domani e che condizionano la capacità ucraina di intercettare e prevenire gli attacchi russi. Crosetto ha voluto ribadire che la posta in gioco non è soltanto militare ma anche diplomatica, dal momento che ogni riduzione del supporto tecnologico modifica i calcoli strategici di Mosca. La linea del governo italiano, ha concluso il ministro, resta quella di una difesa convinta della sovranità ucraina, nella convinzione che solo un equilibrio sul terreno possa aprire uno spiraglio per un negoziato credibile.