Una mattinata di ordinaria discriminazione ha colpito la Nazionale Italiana di Powerchair Football della FIPPS. Mentre i ragazzi si preparavano a partire per Glasgow per un torneo internazionale valido per la preparazione ai Mondiali in Argentina, EasyJet ha negato l'imbarco a tutta la delegazione. Nonostante la Federazione avesse ottenuto ad aprile l'autorizzazione al trasporto di sei atleti con le rispettive carrozzine quotidiane e le sei carrozzi da gioco, la compagnia ha prima rassicurato, poi al gate ha bloccato tutto. Il motivo sarebbe stato un limite di carico per l'Airbus A320, che poteva ospitare solo cinque carrozzine. Una motivazione che suona come una beffa per chi aveva già speso oltre 20.000 euro in biglietti e logistica.
L'indignazione del Comitato Italiano Paralimpico
Il presidente del CIP, Marco Giunio De Sanctis, ha definito l'accaduto “una vergogna inaccettabile che ci riporta indietro di decenni”. Ha sottolineato come le carrozzine per un atleta paralimpico non siano bagagli, ma “l'estensione del proprio corpo”. Il CIP ha annunciato azioni legali per il risarcimento danni e chiesto regole vincolanti per i vettori.
Le proposte inaccettabili della compagnia
Di fronte all'impossibilità di imbarcare tutti, EasyJet ha proposto di dividere la squadra, lasciando a terra un atleta, e di spedire le carrozzine da gioco su un volo per Edimburgo, non per Glasgow. Una soluzione definita “surreale” dal CIP, che ha evidenziato come si tratti di una lesione della dignità personale e del diritto alla mobilità.
La reazione del ministro Abodi
Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha definito l'episodio “inaccettabile” e chiesto un intervento immediato degli organismi di controllo. Ha ricordato che tutto era stato comunicato alla compagnia da mesi e che impedire agli atleti di imbarcare le carrozzine è “un fatto inconcepibile”.
Il danno per la Nazionale è triplice: umano, sportivo (compromettendo la preparazione ai Mondiali) ed economico. Il CIP chiede sanzioni esemplari e l'intervento del Ministero dei Trasporti e dell'ENAC per garantire standard di accessibilità reali. L'Italia paralimpica non dimentica e non tollererà più simili discriminazioni.