Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha annunciato che la proposta sulla tassazione degli extraprofitti delle banche è pronta, frutto di un lavoro durato mesi. In un'intervista al sito IlSussidiario.net, Salvini ha delineato i contorni dell'intervento, che non vuole colpire gli utili complessivi degli istituti di credito ma la differenza tra interessi attivi e passivi. Una misura che, secondo i calcoli del leader leghista, potrebbe generare entrate significative per le casse dello Stato, stimabili in almeno 2 miliardi di euro l'anno applicando un'aliquota del 5%.
Il modello spagnolo e i numeri dell'extraprofitto
Salvini ha citato l'esempio della Spagna, dove un governo ideologicamente distante dalla Lega ha già introdotto un prelievo simile. L'esperienza iberica, ha spiegato, ha portato a raccogliere 5 miliardi di euro nei primi tre anni senza intaccare la redditività delle banche spagnole, che continuano a registrare utili record. Il vicepremier ha poi quantificato i profitti attesi delle banche italiane per l'anno in corso in circa 40-42 miliardi di euro, precisando che il 5% di questa somma corrisponde a circa 2 miliardi di euro.
Il concetto di banca come impresa protetta
Rispondendo a chi paventa una fuga di capitali, Salvini ha minimizzato il rischio definendolo una sciocchezza. Nel suo ragionamento, le banche operano con le garanzie dello Stato, hanno ridotto il personale e chiuso migliaia di sportelli, godendo di una posizione privilegiata. Per questo, ha sottolineato, chi ha di più in un momento delicato può contribuire maggiormente. Il messaggio è chiaro e diretto, con l'intenzione di procedere senza tentennamenti.
Scostamento di bilancio e la crisi dei cantieri
Oltre alla tassa sugli extraprofitti, Salvini ha annunciato l'intenzione di proporre uno scostamento di bilancio nei prossimi giorni, senza richiedere l'ok di Bruxelles. La motivazione risiede nella necessità di far fronte alle conseguenze delle guerre in corso, come i rincari dei materiali da costruzione che gravano sul suo ministero. Il ministro delle Infrastrutture ha evidenziato aumenti miliardari per catrame, acciaio e cemento, chiedendo almeno 20 miliardi di euro per compensare le maggiori spese. Per il solo dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha stimato un fabbisogno di 6 o 7 miliardi per evitare il fermo di grandi cantieri a settembre.
La tutela delle piccole imprese
Salvini ha escluso che le risorse possano essere reperite a scapito di artigiani, partite IVA e piccole imprese, già gravate da molte difficoltà. La sua proposta punta a spostare il carico fiscale su chi ha maggiori capacità contributive, come le banche, per sostenere investimenti e opere pubbliche strategiche. Nel complesso, l'uscita del vicepremier segna un'accelerazione sul tema degli extraprofitti, con una proposta concreta e una richiesta di risorse aggiuntive per far fronte all'emergenza dei costi edilizi.