Fabio Cannavaro difende l'esperienza dell'Uzbekistan dopo l'eliminazione al Mondiale 2026 · Risoluto
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Fabio Cannavaro difende l'esperienza dell'Uzbekistan al Mondiale dopo l'eliminazione contro il Congo

Di ItalPress
Fabio Cannavaro allenatore dell'Uzbekistan in panchina durante il Mondiale 2026

Si chiude con tre sconfitte l'avventura di Fabio Cannavaro sulla panchina dell'Uzbekistan ai Mondiali 2026 negli Stati Uniti. Dopo le batoste contro Portogallo e Colombia, l'ultimo ko contro il Congo per 3-1 ha sancito l'eliminazione della matricola asiatica. Ma l'ex Pallone d'Oro non si arrende e guarda già alla Coppa d'Asia di settembre, difendendo il lavoro svolto e la crescita della squadra.

Il rammarico per un secondo tempo da dimenticare

Contro il Congo, l'Uzbekistan era andato all'intervallo in vantaggio grazie a un pregevole pallonetto del capitano Eldor Shomurodov. Cannavaro aveva sperato nella prima storica vittoria da commissario tecnico. Ma nella ripresa la squadra si è progressivamente rintanata nella propria metà campo, subendo il pareggio su rigore causato dal difensore del Manchester City Khusanov e poi due altre reti. La spiegazione del tecnico italiano è lucida: “Avevamo speso tantissime energie, la prima parte è stata ottima. Poi abbiamo smesso di giocare, affidandoci ai lanci lunghi per Shomurodov come se fosse un supereroe. È subentrata inconsciamente la paura di vincere”.

La consapevolezza di un girone proibitivo

Cannavaro non nasconde le difficoltà oggettive: “Il girone con Portogallo, Colombia e Congo era troppo difficile. Il Congo ha una rosa di calciatori dei principali campionati europei, noi solo uno, Khusanov. Sei titolari giocano nella Superligasi uzbeka, meno competitiva, e quattro nel campionato iraniano non giocavano da quattro mesi. Fatte queste premesse, sono contento perché i ragazzi hanno messo in campo quello che avevamo provato”. Il ct sottolinea che la misura dei risultati è eccessiva rispetto a quanto mostrato sul campo.

Proteggere i giocatori come priorità assoluta

Una delle scelte più discusse è stata la riconferma del portiere Nematov, autore di una prestazione negativa contro il Portogallo. Cannavaro spiega: “Volevo proteggerlo, altrimenti il ricordo dello 0-5 lo avrebbe schiacciato per sempre. Ha dimostrato il suo valore”. Il tecnico rivendica l'attenzione verso il gruppo: “Proteggerli era la mia priorità. Anch'io ho fatto errori, ma sempre per tutelare i miei calciatori”.

Il futuro tra Coppa d'Asia e ambizioni di crescita

Nonostante le tre sconfitte, Cannavaro non intende lasciare la panchina dell'Uzbekistan. “Tre sconfitte potrebbero sembrare un fallimento, ma non lo è. Di questo Mondiale mi tengo un'esperienza fantastica anche nella preparazione. Abbiamo fatto giocare tanti giovani, come chiedeva la Federazione. Ai ragazzi ho detto: avete fatto il massimo. Dovevamo essere più equilibrati, ma non eravamo più freschi. L'Uzbekistan deve continuare a stare al Mondiale per i prossimi vent'anni”. A settembre c'è la Coppa d'Asia e il progetto con la Federcalcio di Tashkent prosegue.

Fonte: https://www.italpress.com/uzbekistan-fuori-ma-cannavaro-non-molla-girone-difficile-fatto-il-massimo

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Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

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