Ddl imputabilità minori 2026: presunzione di capacità per 14-18 anni · Risoluto
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Governo approva il ddl sulla presunzione di imputabilità per i minori tra 14 e 18 anni

Di ItalPress
Disegno di legge sulla presunzione di imputabilità per minori 14-18 anni approvato dal Governo

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a un disegno di legge che rivoluziona il sistema di imputabilità per i minori. La riforma, fortemente voluta dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, introduce una presunzione relativa di capacità di intendere e di volere per i giovani tra i 14 e i 18 anni. Invertendo l'onere della prova, il provvedimento punta a rendere più efficace la risposta penale nei confronti della criminalità minorile, senza abbassare l'età minima di imputabilità né inasprire le pene previste.

Il nuovo criterio di presunzione relativa

La modifica principale riguarda l'articolo 98 del Codice penale. Fino ad oggi, per un minore tra i 14 e i 18 anni, il giudice doveva accertare positivamente, caso per caso, la capacità di intendere e di volere. In pratica vigeva una sorta di presunzione di incapacità. Con il nuovo ddl, la capacità si presume, salvo prova contraria. Il minore che commette un reato sarà considerato imputabile a meno che non si dimostri, attraverso elementi concreti acquisiti nel procedimento, che al momento del fatto non era in grado di comprendere il disvalore della propria condotta. Resta ferma la diminuzione di pena prevista per i minorenni imputabili. Il disegno di legge modifica anche l'articolo 9 del DPR 448/1988, consentendo al giudice e al pubblico ministero di acquisire elementi utili per valutare l'imputabilità del minore.

Meloni: "Chi sbaglia paga, anche a 15 o 16 anni"

In un video diffuso sui social, la premier Meloni ha spiegato la filosofia alla base del provvedimento: "Oggi il governo ha approvato un disegno di legge che cambia le regole sull'imputabilità dei minori. Comincia da un principio che noi stiamo cercando di affermare in ogni ambito: chi aggredisce, chi rapina, chi devasta deve pagare sempre, anche se ha 15 o 16 anni". Meloni ha ricordato le misure già adottate dal governo, come l'arresto per i minorenni sorpresi con un'arma e le pene più dure per i danneggiamenti di gruppo. "Con questo provvedimento la capacità si presume sempre, significa che si potrà ancora dimostrare il contrario davanti a un giudice, ma il punto di partenza cambia. Prima si presumeva l'incapacità, oggi si presume la responsabilità". La presidente del Consiglio ha sottolineato che la norma serve a colpire chi sfrutta i minori come manovalanza per affari illeciti e a responsabilizzare i giovani che pensano di essere intoccabili. "È chiaro, la norma da sola non risolve il problema. Questo provvedimento è un tassello in un percorso più difficile, che comprende sostegno alle famiglie, scuola, formazione e sport".

Nordio: "Non abbiamo abbassato l'età né inasprito le pene"

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha voluto chiarire alcuni punti fondamentali. "Non abbiamo abbassato l'età per l'imputabilità, che rimane fissata a 14 anni. Non abbiamo inasprito le pene. La novità riguarda la presunzione di imputabilità". Nordio ha spiegato che oggi l'imputabilità del minore deve essere accertata positivamente caso per caso, con una sorta di presunzione di non imputabilità. "Con questa norma invertiamo l'onere della prova: diamo per presupposta la capacità di intendere e di volere, salvo prova contraria che può emergere dalle indagini". Il ministro ha definito il ddl come il tassello finale di una serie di provvedimenti avviati con il decreto Caivano, in risposta alla recrudescenza della delinquenza minorile. "Si tratta di una facilitazione del processo rispetto a norme risalenti al codice Rocco, quando i parametri psicologici sull'età erano ben diversi". Il provvedimento, ha concluso Nordio, non altera l'equilibrio tra repressione e rieducazione, ma punta a rendere la giustizia più efficiente per i reati commessi dai minorenni.

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Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

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