Grillo a Pulp Podcast nega di poter fondare un partito · Risoluto
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Grillo a Pulp Podcast nega di poter fondare un partito e attacca Vannacci e il M5S

Di ItalPress
Beppe Grillo ospite di Pulp Podcast parla del futuro del M5S e attacca Vannacci

Beppe Grillo, ospite del programma Pulp Podcast, ha rilasciato dichiarazioni che chiariscono la sua posizione attuale nel panorama politico italiano. Il fondatore del Movimento 5 Stelle ha spiegato con fermezza di non avere né il potere né la facoltà di dar vita a una nuova formazione politica. «Come faccio io a fondare un partito, a organizzarlo. Non ho il potere, le facoltà di farlo, mi dispiace», ha dichiarato, precisando di poter offrire soltanto input e idee su temi come ambiente, religione ed economia.

Il futuro di Vannacci secondo Grillo è fatto di domande stupide

Nel corso dell'intervista, Grillo si è soffermato sulla figura del generale Roberto Vannacci, definendolo in modo sprezzante. «Il futuro di Vannacci sono le domande stupide, quelle con un sottile astio sotto», ha affermato, paragonandolo a una decalcomania che più viene inumidita e più si appiccica. Secondo Grillo, il fenomeno Vannacci rappresenta un sintomo del calo totale della conoscenza che caratterizza l'epoca contemporanea.

L'estromissione dal Movimento e il riferimento al reverendo Jones

Grillo ha poi affrontato il tema della sua uscita dal Movimento 5 Stelle, definendola un dato di fatto ma senza rimpianti. «Oggi il Movimento è un'altra cosa, perché è in mano al reverendo Jones, all'uomo che sussurrava ai cavilli», ha detto, descrivendo un gruppo dirigente agitato ma privo di idee progressiste autentiche. Ha criticato quella che ha definito la paralisi della mente progressiva e l'assenza di una visione per il 2050, anno che egli stesso volle inserire nel simbolo del partito per spingere tutti a pensare al futuro.

La preferenza per il dilettante su una cosa nuova

Riflettendo sulla classe politica, Grillo ha ribadito una convinzione che lo accompagna da sempre. «Quando c'è un politico professionista su una cosa vecchia, preferisco il dilettante su una cosa nuova», ha spiegato, ricordando come in passato avesse voluto limitare gli stipendi e i mandati parlamentari a due, dopo i quali il politico avrebbe dovuto tornare a fare il sindaco nel proprio territorio. Ha poi commentato la trasformazione di Luigi Di Maio da dilettante a politico professionista, osservando che il Movimento è ormai diventato un partito normale, lontano da ciò che lo distingueva in origine.

Le parole di Grillo arrivano in un momento in cui il dibattito politico italiano è particolarmente acceso, con il Movimento 5 Stelle che continua a interrogarsi sulla propria identità e sul proprio futuro. La figura del fondatore, sebbene sempre più distante dalla gestione quotidiana del partito, rimane un punto di riferimento per una parte dell'elettorato che guarda con nostalgia agli esordi del movimento. Tuttavia, le sue dichiarazioni sembrano suggellare una distanza definitiva dalle attuali dinamiche interne, alimentando ulteriori riflessioni sul ruolo che egli intende ricoprire nel panorama politico nazionale. La discussione su Vannacci, inoltre, si inserisce in un contesto più ampio di confronto sulle destre e sulle nuove leadership emergenti, tema che continua a dividere l'opinione pubblica e gli addetti ai lavori.

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Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

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