Giuni Russo nella Treccani: storia del tormentone Un'estate al mare · Risoluto
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La Treccani dedica un profilo a Giuni Russo, regina del tormentone estivo 'Un'estate al mare'

Di ItalPress
Giuni Russo, ritratto Treccani: regina del tormentone estivo 'Un'estate al mare'

L'enciclopedia Treccani ha recentemente pubblicato un ritratto dedicato a Giuni Russo, artista palermitana dalla voce inconfondibile, autrice di uno dei tormentoni più amati dell'estate italiana. Il profilo ripercorre la carriera di Giuseppa Romeo, nata a Palermo il 7 settembre 1951, che fin da giovanissima dimostrò un talento vocale fuori dal comune.

La scoperta al Festival di Castrocaro e l'esordio a Sanremo

Vincendo il Festival di Castrocaro con 'A chi' di Fausto Leali, ottenne un contratto con la EMI e partecipò al Festival di Sanremo del 1968. La sua voce, dotata di un'estensione di oltre cinque ottave, le permise di spaziare con naturalezza tra pop, musica classica, etnica, elettronica e jazz. Tuttavia, fu l'incontro con Franco Battiato all'inizio degli anni Ottanta a segnare una svolta decisiva.

La collaborazione con Franco Battiato e il trionfo di 'Un'estate al mare'

Insieme a Battiato, Giuni Russo realizzò l'album 'Energie' (1981) e l'anno successivo pubblicò 'Un'estate al mare', un brano che raggiunse il vertice delle classifiche, vinse il Festivalbar e conquistò il Disco d'oro. Apparentemente leggera, la canzone nasconde un testo ricco di immagini evocative, perfettamente in linea con il gusto citazionistico di Battiato. L'inconfondibile eco del suffisso '-oni oni' degli 'ombrelloni' e i virtuosismi vocali, come il celebre verso dei gabbiani ottenuto modulando la voce su tonalità altissime, contribuirono a trasformare il brano in un tormentone longevo, che da oltre quarant'anni annuncia l'arrivo della bella stagione.

La sperimentazione e i contrasti con l'industria discografica

Gli album successivi, tra cui 'Vox', 'Mediterranea', 'Giuni' e 'Album', confermarono le doti interpretative e la vocazione sperimentale dell'artista. Tuttavia, emersero contrasti con la casa discografica CGD, che spingeva per un repertorio più commerciale. Giuni Russo non volle cedere, neppure dopo il successo di 'Alghero' (1986). Nel 1988 uscì 'A casa di Ida Rubinstein', ancora con Battiato, mentre la sperimentazione continuò fino al ritorno a Sanremo nel 2003 con 'Morirò d'amore'. L'album 'Napoli che canta' (2004) fu l'ultimo prima che una lunga malattia ponesse fine al percorso di un'artista sempre fedele a ricerca, sperimentazione e libertà espressiva.

La Treccani, con questo profilo, rende omaggio a una figura che ha lasciato un segno indelebile nella musica italiana, capace di unire qualità vocale straordinaria e coraggio artistico. La sua eredità vive in ogni estate in cui 'Un'estate al mare' torna a risuonare, ricordando a tutti il potere della musica senza tempo.

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Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

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