Funerale Guccini a Pavana Addio a 40 persone · Risoluto
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L'addio a Francesco Guccini a Pavana, 40 amici e parenti per l'ultimo saluto laico

Di ItalPress
Ultimo saluto laico a Francesco Guccini nella sua casa a Pavana, tra i monti dell'Appennino, con pochi intimi nel cortile privato.

Il silenzio ha avvolto la casa di Pavana, in quel tratto di Appennino dove il fiume scorre lento tra i sassi, mentre un gruppo ristretto di circa quaranta persone ha dato l'ultimo saluto a Francesco Guccini. Niente cerimonie ufficiali, niente palchi o amplificatori, solo un cortile privato e la sobria compostezza che ha sempre caratterizzato il cantautore. La salma è partita per il tempio crematorio di Borgo Panigale a Bologna, ma le ceneri torneranno a Pavana, dove Guccini aveva scelto di vivere lontano dal caos cittadino.

Accanto alla moglie Raffaella Zuccari e alla figlia Teresa, c'era anche Angela Sognorini, madre di Teresa, unita al dolore della famiglia. Il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e amico di lunghe conversazioni, ha voluto essere presente con parole che hanno ricordato un uomo che, pur dichiarandosi agnostico, non ha mai smesso di cercare risposte. La sua presenza ha dato un tono di raccoglimento profondo a un addio privo di orpelli, dove gli applausi commossi dei presenti hanno accompagnato il feretro verso l'ultimo viaggio.

Un addio senza protocolli per il poeta della Resistenza

Bologna e Modena hanno proclamato il lutto cittadino, ma l'Appennino ha scelto il silenzio come forma più autentica di rispetto. Nessun funerale di Stato per un intellettuale che ha saputo raccontare l'Italia delle periferie, dei mulini e delle nebbie, con un linguaggio colto e popolare allo stesso tempo. La figlia Teresa ha sussurrato un ultimo saluto al padre, mentre le note delle sue canzoni risuonavano solo nei ricordi di chi era presente, un repertorio che ha attraversato generazioni e che resta patrimonio collettivo.

Francesco Guccini, scomparso all'età di 86 anni, aveva fatto della sua vita un racconto continuo, fatto di libri, canzoni e riflessioni sulla società. La sua ultima apparizione pubblica risaliva a qualche mese fa a Reggio Emilia, dopo un lungo periodo di isolamento volontario. La sua scomparsa, avvenuta in un giorno d'agosto, richiama alla mente la morte dell'amico Claudio Lolli, scomparso nello stesso mese anni prima, una coincidenza che sembra scritta da un destino attento ai simboli.

Un vuoto grande come i boschi di castagno dell'Appennino

Il carro funebre si è allontanato lentamente lungo le curve della montagna, lasciando dietro di sé un senso di perdita che tocca non solo i familiari ma anche i tanti fan che hanno amato le sue storie. L'Italia intera perde un poeta che ha saputo unire l'impegno sociale alla profondità letteraria, capace di parlare a tutti con la sua voce possente e i suoi testi ricchi di significato. Per chi vorrà salutarlo pubblicamente, è prevista una giornata di ricordo a settembre, ma fino ad allora rimane il ricordo di un uomo che amava il vino, i dialetti e la vita semplice.

Il silenzio di Pavana è la metafora perfetta di un'esistenza dedicata all'ascolto e alla narrazione, lontana dai riflettori ma vicina alle persone comuni. Le sue ceneri riposeranno nella terra che aveva scelto come rifugio, in un luogo che ha ispirato alcune delle sue opere più belle. La sua eredità culturale resta intatta, pronta a essere riscoperta dalle nuove generazioni che continueranno a cercare nelle sue parole un senso di appartenenza e di verità.

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Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

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