La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scelto Oslo per la sua prima visita ufficiale in Norvegia, un evento che mancava da quasi quindici anni. Accolta dal primo ministro Jonas Gahr Store, Meloni ha subito chiarito che non si tratta di una tappa di cortesia. «Sono contenta di essere qui oggi a Oslo e di poter ricambiare la visita che il Primo Ministro ha fatto lo scorso anno», ha dichiarato in conferenza stampa, sottolineando che l'obiettivo è «dare continuità a un lavoro già iniziato da diverso tempo, allargare la nostra cooperazione». La scelta di Oslo, quindi, non risponde a mere esigenze protocollari, ma a una precisa strategia di espansione dei rapporti bilaterali.
Un partenariato energetico strategico
Uno dei pilastri dell'incontro è stato l'energia. Store ha ricordato che la Norvegia fornisce all'Italia circa il 10% del gas che consuma, e ha assicurato che intende rimanere un fornitore stabile. «Gli scambi commerciali sono importanti e sono cresciuti considerevolmente», ha spiegato il premier norvegese, evidenziando come le relazioni economiche siano sempre più solide. Meloni ha rilanciato parlando di «mettere a sistema competenze, tecnologie, investimenti reciproci», con l'obiettivo di creare nuove opportunità per le imprese dei due Paesi. La cooperazione non si limita al gas, ma si estende a settori come le rinnovabili, la tecnologia e l'innovazione, aree in cui la Norvegia vanta competenze all'avanguardia.
Ucraina, impegno comune per una pace giusta
Sul fronte internazionale, i due leader hanno ribadito il sostegno a Kiev. «Italia e Norvegia lavorano e continueranno a lavorare per rafforzare la resilienza del popolo ucraino», ha affermato Meloni, aggiungendo che sosterranno «una prospettiva negoziale per una pace che deve essere giusta e duratura fino a quando questo sarà necessario». La posizione italiana e norvegese è allineata nel quadro della Nato, dove entrambi i Paesi sono alleati. Store ha ricordato che le due nazioni si incontrano regolarmente anche nella comunità politica europea e condividono le stesse preoccupazioni per le guerre vicine ai loro confini, sia in Ucraina che nel Golfo.
Putin e le provocazioni, non rispondere per non alimentare l'escalation
Meloni ha poi affrontato il tema delle recenti provocazioni russe. «Penso che non sfugga a nessuno il moltiplicarsi di provocazioni, nelle ultime settimane ne abbiamo viste diverse», ha osservato, spiegando che Mosca cerca di distogliere l'attenzione da una situazione sul campo che non sta andando come previsto. Secondo la premier, «rispondere a queste provocazioni sarebbe più nell'interesse di Mosca che non dell'Europa». Per questo, ha concluso, è necessario chiedersi a chi conviene un'escalation e agire di conseguenza, senza cadere nella trappola di una reazione emotiva. La linea italiana è quindi quella di mantenere la calma e rafforzare la coesione occidentale.
Relazioni bilaterali, 120 anni di diplomazia guardando al futuro
Store ha ricordato che Italia e Norvegia hanno 120 anni di rapporti diplomatici e che le relazioni sono diventate sempre più forti negli ultimi anni. «Ci sono molte potenziali partnership da sviluppare insieme», ha detto, citando anche le sfide comuni poste dall'instabilità internazionale e dagli elevati prezzi energetici. Entrambi i leader hanno sottolineato l'importanza di far sentire la propria voce per porre fine ai conflitti in modo pragmatico. La visita di Meloni, dunque, segna un momento di rilancio della cooperazione italo-norvegese, con ricadute positive anche per le imprese italiane interessate al mercato norvegese. Non è un caso che l'attenzione sia rivolta a settori ad alto valore aggiunto, dove le competenze dei due Paesi possono integrarsi. L'articolo su Meloni a Oslo conferma la volontà di costruire un asse stabile nel Nord Europa.