Oliver Stone e Tommy Lee Jones compiono 80 anni · Risoluto
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Oliver Stone e Tommy Lee Jones compiono 80 anni, le carriere parallele delle due icone americane

Di ItalPress
Oliver Stone e Tommy Lee Jones: due icone del cinema americano festeggiano 80 anni

Il 15 settembre segna un traguardo importante per due protagonisti del cinema americano, entrambi nati nel 1946. Oliver Stone e Tommy Lee Jones spegnono 80 candeline, celebrando due percorsi artistici profondamente diversi ma legati da un'opera che ha segnato la storia del grande schermo. Il regista newyorkese e l'attore texano hanno contribuito a raccontare le pagine più controverse degli Stati Uniti, ciascuno con il proprio linguaggio.

La rassegna romana dedicata a Stone

Per Oliver Stone, l'omaggio agli 80 anni è iniziato in anticipo alla Casa del Cinema di Roma, dove dal 7 settembre è in corso la rassegna "Oliver Stone 80". Sei film scelti tra gli oltre venti diretti dal cineasta, che in carriera ha conquistato tre Oscar, quattro Golden Globe, un Orso d'argento e un Leone d'argento. Una filmografia costruita attorno ai grandi temi della storia contemporanea, dal Vietnam alla politica americana, dal potere ai media, fino alle contraddizioni della società statunitense.

Nato a New York il 15 settembre 1946, Stone si è avvicinato alla guerra giovanissimo. A vent'anni si è arruolato nell'esercito e è stato mandato in Vietnam, un'esperienza che ha lasciato un'impronta profonda nella sua vita e nella sua opera. Al ritorno in patria, dopo gli studi, ha realizzato il cortometraggio "Last Year in Viet Nam". Il rapporto con quella guerra è diventato uno dei fili conduttori della sua carriera, da "Salvador" a "Platoon", fino a "Nato il quattro luglio" e "Tra cielo e terra". L'esordio alla regia è arrivato nel 1974 con "La regina del male", seguito nel 1981 da "La mano", ma è soprattutto come sceneggiatore che Stone si è imposto inizialmente. Nel 1978 ha conquistato l'Oscar per la sceneggiatura di "Fuga di mezzanotte" e è stato poi chiamato da Brian De Palma per lavorare a "Scarface". La consacrazione dietro la macchina da presa è arrivata nel 1986 con "Platoon", film autobiografico sulla guerra del Vietnam, che ha vinto quattro Oscar e tre Golden Globe.

L'incontro artistico in JFK e il legame con la storia americana

Un anno dopo Stone ha diretto "Wall Street", feroce riflessione sull'avidità e sul culto del denaro incarnati da Gordon Gekko, interpretato da Michael Douglas, premiato con l'Oscar come miglior attore protagonista. Nel 1989 è arrivato "Nato il quattro luglio", con Tom Cruise nei panni del veterano Ron Kovic, che ha valso a Stone l'Oscar per la regia e per il montaggio. Nel 1991 il regista ha affrontato uno degli episodi più controversi della storia americana con "JFK - Un caso ancora aperto", nel quale ha messo in discussione la ricostruzione ufficiale dell'assassinio di John Fitzgerald Kennedy. È proprio questo film a regalare a Tommy Lee Jones la prima candidatura all'Oscar, come miglior attore non protagonista, per il ruolo di Clay Shaw. Per l'attore la statuetta è arrivata due anni più tardi, grazie a "Il fuggitivo" di Andrew Davis.

Tommy Lee Jones, infatti, aveva già alle spalle una lunga gavetta. Nato in Texas nel 1946, da giovane ha coltivato due passioni, la recitazione e il football americano. Grazie allo sport ha ottenuto due borse di studio, ma una costituzione troppo gracile gli ha impedito di trasformare quella passione in una carriera professionistica. La scelta è caduta sulla recitazione e Jones si è trasferito a New York, dove ha cominciato a lavorare in televisione. Il debutto sul grande schermo è arrivato nel 1970 con "Love Story", mentre la popolarità è cresciuta negli anni successivi grazie alla soap opera "Una vita da vivere", nella quale ha recitato dal 1971 al 1979. Ma è negli anni Novanta che il suo volto è diventato uno dei più riconoscibili del cinema americano. Dopo "JFK", sono arrivati "Il cliente", "Natural Born Killers", "Batman Forever", "The Missing" e, soprattutto, la trilogia di "Men in Black", nella quale veste i panni dell'agente K accanto a Will Smith. Jones ha dimostrato di sapersi muovere con la stessa efficacia tra cinema commerciale e ruoli drammatici. Sono arrivati così "Non è un paese per vecchi", che gli è valso la candidatura all'Oscar come miglior attore protagonista, "Nella valle di Elah" e "Lincoln", altra pellicola che gli ha regalato una candidatura agli Academy Awards. Una carriera caratterizzata da una particolare capacità di dare spessore anche a personaggi apparentemente secondari, trasformandoli spesso in figure memorabili.

Discrezione e riservatezza nella vita privata di Jones

Se Stone ha costruito gran parte della propria identità artistica attraverso la provocazione e il confronto diretto con la storia e la politica americana, Jones ha scelto invece una strada più discreta. L'attore texano è sempre stato molto riservato e lontano dai riflettori quando si tratta della sua vita privata. Una discrezione rimasta intatta anche all'inizio del 2026, quando è stato colpito dalla morte della figlia Victoria, trovata senza vita in un hotel di San Francisco per un'overdose accidentale. Jones ha mantenuto il massimo riserbo anche in quella dolorosa circostanza. Stone ha usato la macchina da presa per interrogare l'America, metterne in discussione le versioni ufficiali e raccontarne le ferite. Jones ha prestato volto e voce a personaggi capaci di attraversare generi e decenni, diventando uno degli interpreti più solidi della sua generazione. Due carriere differenti, quelle del regista newyorkese e quella dell'attore texano, ma destinate a incrociarsi in uno dei film più importanti della filmografia di entrambi, "JFK - Un caso ancora aperto".

Un'eredità che continua a influenzare il cinema contemporaneo

Oggi, mentre entrambi raggiungono gli 80 anni, il loro contributo al cinema rimane indelebile. Stone continua a essere una voce critica e provocatoria, capace di stimolare il dibattito pubblico. Jones, con la sua presenza scenica e la sua versatilità, ha lasciato un segno profondo in generazioni di spettatori. La loro opera comune in "JFK" resta un esempio di come il cinema possa affrontare temi storici complessi e controversi, invitando il pubblico a riflettere. Le celebrazioni per i loro 80 anni non sono solo un omaggio a due artisti, ma anche un riconoscimento del loro impatto duraturo sulla cultura americana e mondiale. La rassegna romana dedicata a Stone rappresenta un'occasione per riscoprire i suoi film, mentre l'intera carriera di Jones è un modello di versatilità e dedizione. In un'epoca in cui l'industria cinematografica è in continua evoluzione, figure come Stone e Jones rappresentano un ponte tra passato e presente, ricordandoci il potere del cinema di raccontare storie che sfidano il tempo. La loro influenza si estende oltre le sale cinematografiche, toccando la sfera politica e sociale, e il loro ottantesimo compleanno è un momento per celebrare non solo due uomini, ma due visioni che hanno arricchito il panorama culturale globale.

Per approfondire il legame tra cinema e storia, si può consultare l'articolo Tommy Lee Jones e Oliver Stone compiono 80 anni, che offre ulteriori dettagli sulle loro carriere. Inoltre, per rimanere aggiornati sulle ultime notizie dal mondo dello spettacolo, visita la sezione Spettacoli di Italpress.

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Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

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