Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, ha espresso con chiarezza la posizione della Santa Sede riguardo alla tensione tra Italia e Spagna sulla crisi di Ceuta. Intervenuto a margine della veglia di preghiera organizzata ad Aci Castello per il nono centenario della traslazione delle reliquie di Sant'Agata, il porporato ha risposto a una domanda dell'Italpress, confermando che il braccio di ferro rischia di minare l'unità europea.
Parolin ha sottolineato come la questione migratoria non abbia mai trovato un consenso ampio tra gli Stati membri, un punto sul quale la Santa Sede ha sempre richiamato l'attenzione. Secondo il cardinale, la complessità del fenomeno migratorio richiede una risposta coordinata e condivisa, superando divisioni e contrapposizioni per affrontare la situazione in modo umano e solidale.
La mediazione della Santa Sede sulla crisi di Ceuta parte da un appello all'unità
Il segretario di Stato ha ribadito che la speranza della Chiesa è che si possa giungere a un approccio comune, capace di gestire i flussi migratori nel rispetto della dignità delle persone. Le sue parole arrivano in un momento di particolare tensione diplomatica, con l'Italia e la Spagna che si confrontano sulle responsabilità nella gestione dell'emergenza a Ceuta, enclave spagnola nel Nord Africa. La posizione vaticana si inserisce in un più ampio impegno per la pace e la cooperazione internazionale, temi che Parolin ha affrontato anche in relazione ai conflitti in Medio Oriente e in Ucraina.
Riguardo al Medio Oriente, il cardinale ha ricordato che la Chiesa continua a lanciare appelli alla pace, anche se spesso questi non vengono ascoltati. Ha osservato che la conduzione attuale delle relazioni internazionali rischia di generare ulteriori conflitti e sofferenze, e che l'insistenza della Chiesa su questo tema trova eco nei cuori degli uomini, i quali si rendono conto che la strada della contrapposizione non porta a nulla di buono.
Parolin annuncia la missione di monsignor Gallagher a Mosca per l'Ucraina
Per quanto riguarda la guerra in Ucraina, Parolin ha rivelato che la Santa Sede ha tentato in molteplici modi, a cominciare da Papa Francesco, di offrire una mediazione. Nonostante non vi sia stata finora una risposta diretta, gli sforzi continuano. Il cardinale ha annunciato che monsignor Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, si recherà a Mosca, nella speranza che si possano gettare le basi per un cessate il fuoco e successivamente per un negoziato. Questa missione rappresenta un ulteriore passo del Vaticano per favorire il dialogo e la risoluzione pacifica del conflitto, che ha causato enormi sofferenze alla popolazione ucraina.
Le dichiarazioni di Parolin, rilasciate in un contesto di preghiera e riflessione, assumono un rilievo particolare alla luce delle sfide geopolitiche attuali. Il richiamo alla cooperazione internazionale e alla mediazione come strumenti per risolvere le crisi risuona con forza, in un momento in cui l'Europa e il mondo intero affrontano questioni complesse che richiedono risposte condivise.