Al Premio Ischia di giornalismo internazionale, giunto alla sua 47esima edizione, è stata presentata la ricerca Ipsos Doxa 'Le Pratiche di Fruizione del Pubblico, Rischi e Opportunità nel Panorama Informativo Italiano'. I dati, raccolti a giugno 2026 su un campione di 1.500 italiani tra i 16 e i 65 anni, dipingono un quadro complesso del rapporto tra cittadini e informazione. Quasi un italiano su due dichiara di essere caduto vittima di notizie false almeno una volta, mentre la fiducia nei media tradizionali si erode e l'intelligenza artificiale emerge come minaccia e opportunità.
Quasi la metà degli italiani ha incontrato fake news
Il dato più eclatante riguarda la diffusione della disinformazione: il 48% del campione afferma di essere stato esposto a fake news. La preoccupazione è trasversale, ma colpisce soprattutto i più giovani, che spesso utilizzano l'AI generativa come strumento di verifica delle notizie. Tuttavia, nonostante l'allarme, il bisogno di informarsi resta alto: il 49% degli intervistati considera 'molto importante' tenersi aggiornato, percentuale che sale al 93% includendo chi lo giudica 'abbastanza importante'. Anche tra gli under 35, il 39% lo ritiene fondamentale, e il 91% lo considera comunque rilevante. Il tempo dedicato all'informazione non cala: il 75% della popolazione (69% tra i giovani) pensa di impiegare il giusto tempo per leggere notizie.
Difficile accedere a informazione di qualità per il 51% degli italiani
Un altro aspetto critico è la percezione della qualità dell'informazione. Il 51% degli italiani ritiene difficile accedere a notizie affidabili. Le piattaforme digitali, che stanno progressivamente sostituendo i media tradizionali come televisione, stampa e radio, non godono della stessa fiducia. Inoltre, la professione giornalistica mostra un'immagine sociale offuscata, contribuendo a un clima di sfiducia. I gatekeeper tradizionali perdono il contatto con il pubblico, specialmente con gli under 35, mentre emergono nuovi intermediari come influencer e opinionisti.
L'intelligenza artificiale: rischio e risorsa per il giornalismo
L'AI generativa divide gli italiani. Un terzo della popolazione teme che l'intelligenza artificiale possa essere usata per creare notizie false o manipolate, senza che il lettore se ne accorga. Tuttavia, c'è anche consapevolezza dei potenziali benefici. Guardando al futuro, i chatbot AI rappresentano già la terza opzione più importante per informarsi nei prossimi 4-5 anni (23%), superando i media tradizionali in alcune fasce d'età. Tra gli under 35, la percentuale sale al 29%, segno che le nuove generazioni sono pronte ad abbracciare strumenti innovativi, pur con cautela.
Squilibri nella copertura informativa: ambiente, tecnologia e salute restano indietro
La ricerca evidenzia anche carenze nell'offerta informativa. Temi come ambiente, sostenibilità e cambiamento climatico; innovazione, tecnologia e AI; lifestyle, salute e salute mentale suscitano grande interesse nel pubblico, ma non ricevono sufficiente copertura mediatica. Questo squilibrio lascia scoperti bisogni informativi importanti, spingendo i cittadini a cercare fonti alternative, spesso meno affidabili. Il panorama informativo italiano è in profonda trasformazione, e il Premio Ischia di quest'anno ha offerto uno spaccato lucido delle sfide da affrontare.