La Guardia di Finanza di Trieste, in collaborazione con lo Scico e sotto la direzione della Procura di Milano, ha disarticolato una pericolosa organizzazione criminale transnazionale dedita al traffico di droga. L'operazione ha portato al sequestro di oltre 91 chili di sostanze stupefacenti, tra marijuana e cocaina, e all'esecuzione di otto ordinanze di custodia cautelare in carcere. La rete, composta da soggetti italiani e albanesi, operava in diverse province del Nord Italia, con basi logistiche in Lombardia, Liguria e Toscana, estendendo le sue attività anche alle località turistiche del Nord Est durante l'estate.
Le indagini partono da un controllo a Latisana
L'inchiesta ha avuto origine da un controllo di routine a Latisana, in provincia di Udine, vicino a Lignano Sabbiadoro. Qui i finanzieri hanno arrestato due corrieri e sequestrato due chili di marijuana. Da quel momento, le investigazioni hanno svelato un'organizzazione strutturata e verticistica, composta da veri professionisti del narcotraffico. I membri utilizzavano piattaforme criptate per comunicare e cambiavano frequentemente telefoni e auto per eludere i controlli. La droga veniva importata attraverso rotte balcaniche, con una stretta collaborazione tra gruppi italiani e albanesi.
Produzione autonoma di marijuana nella campagna pavese
Un elemento distintivo dell'organizzazione era la capacità di produrre autonomamente marijuana in una serra allestita nella campagna pavese. Una volta importata o prodotta, la droga veniva stoccata in appartamenti e autorimesse presi in locazione da prestanome incensurati. Per la distribuzione, il sodalizio reclutava soggetti chiamati "cavallini", i quali preparavano le dosi e le consegnavano ai pusher nelle piazze di spaccio lombarde e nei locali turistici. Particolare attenzione veniva data al turnover di giovani albanesi, fatti entrare in Italia per periodi massimi di 90 giorni e poi sostituiti.
Sequestri e arresti: 91 chili di droga e armi
Nel corso delle indagini sono stati sequestrati 70,5 chili di marijuana e 21 chili di cocaina, oltre a una pistola Beretta calibro 9 con matricola abrasa e un'Alfa Stelvio modificata per il trasporto della droga. Sette soggetti sono stati arrestati in flagranza. Al termine delle indagini, il Gip di Milano ha emesso otto ordinanze di custodia cautelare in carcere per ulteriori membri. Sono state disposte perquisizioni per 33 indagati, accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, produzione, traffico e detenzione di stupefacenti, riciclaggio e detenzione di armi clandestine.
Sequestro patrimoniale da 1,1 milioni di euro
Parallelamente, la Guardia di Finanza ha condotto un'analisi finanziaria approfondita per ricostruire i patrimoni illeciti. Sono stati quantificati proventi illegali per 1,1 milioni di euro, derivanti dal traffico di droga. La Procura di Milano ha disposto il sequestro di immobili, veicoli, gioielli, denaro contante e altre disponibilità finanziarie. Durante le perquisizioni, un indagato è stato arrestato in flagranza per detenzione di armi clandestine: sono state trovate 7,2 chili di marijuana già impacchettati, due pistole con matricola abrasa, dieci armi bianche, orologi di lusso e denaro contante in varie valute. L'operazione dimostra l'efficacia della collaborazione tra forze dell'ordine e magistratura nel contrasto al narcotraffico transnazionale.