Si conclude con il ritrovamento a Formia la drammatica vicenda di Sarah e Alisya, le due sorelline scomparse due settimane fa dalla casa famiglia di Civitella Alfedena. I carabinieri hanno fermato per sequestro di persona in concorso la madre, il compagno e il nonno materno. Il Procuratore capo di Sulmona, Luciano D'Angelo, ha definito la vicenda come frutto di un amore genitoriale malato, dove i genitori hanno anteposto i propri interessi al benessere delle minori.
Il ritrovamento grazie a una videochiamata
Le indagini hanno permesso di rintracciare le bambine grazie a una videochiamata verso un numero già sotto controllo. Le sorelle erano state trattenute a casa di una parente della madre a Formia, in provincia di Latina. Il pm ha sottolineato che non si tratta di un caso di abuso, ma di una separazione conflittuale che ha portato i genitori a perdere la potestà genitoriale. “Una pratica di separazione – ha aggiunto – che ci deve far riflettere”.
Le reazioni e il contesto legale
La notizia ha scosso l’opinione pubblica, riaccendendo il dibattito sulla tutela dei minori nelle separazioni difficili. Secondo il codice penale, il sequestro di persona, anche se commesso da un genitore, è un reato grave che può portare a pene detentive. La difesa dei tre fermati potrebbe puntare sulla mancanza di dolo, sostenendo che volevano solo riunire la famiglia. Tuttavia, il pm D'Angelo è categorico: “I genitori hanno rinunciato al primo dovere: mettere al primo posto l’interesse dei minori”.
Per approfondire le dinamiche psicologiche alla base di queste vicende, si può consultare la pagina di Wikipedia sulla sindrome da alienazione parentale.