Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha tracciato un bilancio positivo dell'export italiano nei primi quattro anni di governo, definendolo uno dei fiori all'occhiello dell'esecutivo. Durante un'intervista al Sole 24 Ore, il titolare della Farnesina ha annunciato un obiettivo ambizioso per il prossimo anno, puntando a raggiungere quota 700 miliardi di export entro la fine del 2027, dopo aver già superato i 650 miliardi, un livello record per il Paese.
Secondo Tajani, l'export rappresenta oggi tra il 30 e il 40 per cento del prodotto interno lordo italiano, un dato che conferma come il sistema produttivo nazionale sappia competere sui mercati globali. L'Italia, seconda potenza industriale in Europa e quarta potenza commerciale mondiale, ha deciso di dotarsi di una strategia chiara per sostenere le imprese, puntando su una diversificazione che riduca la dipendenza da singoli mercati.
La guerra dei dazi spinge la diversificazione verso Africa e Asia
Il punto di partenza della strategia è stato un Piano d'azione che punta sulla diversificazione. La guerra dei dazi ha cambiato le carte in tavola e l'Italia non può più contare solo sugli Stati Uniti e sull'Europa, dove pure le esportazioni stanno crescendo. Per questo, Tajani ha spiegato che l'esecutivo intende accompagnare le imprese in nuove realtà, dall'Africa all'Asia, fino all'America Latina, per cogliere le opportunità offerte da economie emergenti in forte sviluppo.
L'export verso l'Egitto cresce del 17 per cento nel primo semestre
Un esempio virtuoso di questa strategia è il Forum Italia-Egitto, che ha registrato la presenza di oltre cento aziende italiane. Il ministro ha evidenziato come nei primi sei mesi dell'anno l'export verso il Paese nordafricano sia aumentato del 17 per cento, segnale di una partnership commerciale sempre più solida e vantaggiosa per entrambe le parti.
Il canale di Suez è vitale per il commercio italiano
Tajani ha poi ricordato l'importanza strategica del canale di Suez, attraverso cui transita il 40 per cento del traffico marittimo italiano. Questa via d'acqua è fondamentale per l'accesso ai mercati del Medio Oriente e dell'Africa, e la sua tutela è una priorità per il governo italiano. In questo contesto, il ministro ha sottolineato la sinergia con altri dicasteri, in particolare con quello della Difesa, citando la missione Aspides, finalizzata a proteggere le rotte commerciali e garantire la sicurezza delle nostre esportazioni.