Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha illustrato alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato la posizione italiana dopo il vertice Nato di Ankara. Nel suo intervento, Tajani ha descritto un quadro geopolitico caratterizzato da una instabilità profonda e ha chiesto un impegno concreto per aumentare le risorse destinate alla sicurezza nazionale e collettiva.
Il mosaico di instabilità globale
Secondo Tajani, le numerose crisi internazionali non sono eventi isolati ma tasselli di un unico mosaico di instabilità che si estende dall'Africa subsahariana, attraverso il Mediterraneo e il Medio Oriente, fino all'Europa. La guerra in Ucraina, le tensioni nel Golfo e le minacce degli Houthi sono esempi di come queste crisi siano interconnesse. Il ministro ha sottolineato che la diversificazione delle rotte di approvvigionamento e l'accesso alle materie prime sono diventati imperativi strategici, resi ancora più urgenti dalla crisi dello Stretto di Hormuz.
Il vertice Nato di Ankara come punto di svolta
Tajani ha definito il vertice Nato di Ankara un passaggio chiave per il futuro dell'Alleanza Atlantica. Nonostante le previsioni di divisione, il vertice ha riaffermato l'unità e la coesione, dimostrando che solo un Occidente unito può affrontare le sfide globali. Il ministro ha ribadito che l'Europa non può fare a meno degli Stati Uniti e viceversa, e che l'Unione Europea deve diventare più consapevole della propria forza per garantire pace e sicurezza ai suoi 450 milioni di cittadini.
L'obiettivo del 5% del Pil per la sicurezza
Uno dei punti centrali dell'audizione è stato l'annuncio dell'intenzione di portare le spese per la sicurezza al 5% del Pil nel prossimo decennio, partendo dall'attuale 2,8%. Tajani ha sottolineato che si tratta di spese per la sicurezza, non più solo per la difesa, e che questo cambiamento di paradigma è fondamentale per la credibilità della difesa collettiva. L'Italia intende essere protagonista nel rafforzamento del pilastro europeo della Nato, contribuendo con i suoi militari, che sono portatori di pace in aree strategiche come l'Africa subsahariana, il Corno d'Africa, i Balcani, il Libano e il Mar Rosso.
Accordi industriali e cooperazione europea
Tajani ha anche riferito che al vertice di Ankara sono stati annunciati accordi industriali tra alleati per oltre 50 miliardi di dollari, e l'Italia parteciperà a molti di questi progetti. Inoltre, ha annunciato l'adesione italiana alla nuova coalizione contro i missili balistici, nata al vertice di Parigi della coalizione dei volenterosi. L'obiettivo è mettere a sistema competenze, tecnologie e capacità industriali per sviluppare una difesa europea più efficace, in particolare per la difesa antimissilistica dell'Ucraina e in prospettiva per altre situazioni.