Bonus carburante 2026: 200 euro o 100 euro con Isee basso · Risoluto
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Bonus carburante 2026, governo diviso tra welfare aziendale da 200 euro e fondo Isee da 100 euro

Di Giacomo Cascio
Bonus carburante 2026, governo diviso tra welfare aziendale da 200 euro e fondo Isee da 100 euro

Il caro carburanti continua a pesare sulle tasche degli italiani e il governo sta valutando nuove misure per sostenere famiglie e lavoratori. Dopo il taglio delle accise sul gasolio, prorogato fino al 5 settembre, l'esecutivo sta studiando un bonus strutturato che potrebbe assumere due forme distinte. Da un lato un beneficio aziendale esentasse fino a 200 euro per i dipendenti, dall'altro un fondo selettivo da un miliardo di euro per le famiglie con Isee basso, con un contributo massimo di 100 euro. Le due ipotesi sono ancora in fase di valutazione e i dettagli potrebbero cambiare durante l'iter legislativo.

Il modello aziendale, già sperimentato nel 2022 sotto il governo Draghi, prevedeva che le imprese private potessero riconoscere ai propri lavoratori buoni carburante esentasse, ossia non soggetti a tassazione e non conteggiati nel reddito imponibile. Non si trattava di un versamento diretto dello Stato, ma di una facoltà concessa alle aziende. Una nuova edizione potrebbe riproporre un tetto massimo simile, ma restano da chiarire diversi aspetti tecnici: se le imprese saranno semplicemente autorizzate o se sarà introdotto un obbligo, e quale sarà l'importo definitivo, che potrebbe subire variazioni in corso d'opera.

Il fondo Isee cambia la logica del beneficio

La vera novità rispetto al passato riguarderebbe la platea dei beneficiari. Invece di distribuire il sostegno in modo generalizzato, il governo starebbe ragionando su come concentrare le risorse sui nuclei economicamente più fragili. Tra le proposte emerse c'è quella di costituire, nel corso del 2026, un fondo da un miliardo di euro riservato alle famiglie con Isee non superiore a 20mila euro, alle quali potrebbe essere riconosciuto un buono fino a 100 euro. Questo secondo impianto cambierebbe la logica di accesso al beneficio: non sarebbe più il rapporto di lavoro a determinare chi può usufruirne, ma la condizione economica del nucleo familiare, misurata appunto tramite l'Isee. Va sottolineato che al momento si tratta di una proposta ancora al vaglio e non di una misura definitiva.

I pro e i contro dei due modelli a confronto

Sul tavolo ci sono due strade alternative, non necessariamente in conflitto. La prima, legata al lavoro dipendente, potrebbe riproporre un beneficio fino a 200 euro erogato attraverso le aziende. La seconda, di natura più assistenziale, sarebbe indirizzata alle famiglie con Isee più basso, con un contributo massimo di 100 euro finanziato con risorse pubbliche. La scelta tra i due modelli non è priva di conseguenze. Un'agevolazione legata solo all'Isee rischierebbe di escludere una fetta di ceto medio che, pur non rientrando nelle soglie, sostiene comunque spese consistenti per raggiungere il posto di lavoro. Al contrario, un sistema affidato alle aziende sarebbe più rapido per i dipendenti ma lascerebbe fuori chi lavora in proprio.

Autonomi e partite Iva restano fuori dal welfare aziendale

Per professionisti, artigiani, agenti di commercio e piccoli imprenditori, replicare il sistema dei fringe benefit pensato per i dipendenti non sarebbe possibile nella forma attuale. Una strada alternativa potrebbe passare dal Fisco, con una deduzione o detrazione aggiuntiva sulle spese per il carburante sostenute per motivi di lavoro. In questo scenario, il beneficio non comparirebbe in busta paga ma verrebbe riconosciuto in sede di dichiarazione dei redditi, secondo limiti e requisiti stabiliti dalla legge. Resterebbe necessario individuare con precisione quale parte dell'utilizzo del veicolo sia riconducibile all'attività professionale e quale a esigenze personali, per evitare abusi e delimitare correttamente i costi ammessi allo sconto fiscale. Un nodo non secondario, considerando quanti autonomi usano l'auto quotidianamente per lavoro.

Il bonus carburante nascerebbe per superare il limite delle misure temporanee come il taglio delle accise, indirizzando le risorse verso chi ha redditi più bassi o deve necessariamente usare l'auto per lavoro. Il tema energetico, del resto, non riguarda solo benzina e gasolio. Secondo le stime, tra settembre e dicembre una famiglia tipo con contratto indicizzato potrebbe spendere circa 982 euro per luce e gas, oltre 270 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con un aumento vicino al 40%. Una pressione che si somma a quella dei carburanti, in un quadro in cui le famiglie italiane affrontano più rincari contemporaneamente. Per approfondire le novità su bonus e agevolazioni, puoi consultare la sezione dedicata alle notizie giuridiche.

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio

CEO

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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