Cassazione, risarcimento per paura da smartphone · Risoluto
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Cassazione, ordinanza 24015/2026 risarcisce il timore da smartphone anche senza danni alla salute

Di Giacomo Cascio
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Cassazione ordinanza 24015/2026 risarcimento timore da smartphone senza danni alla salute

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24015/2026 della Terza Sezione civile, ha stabilito un principio destinato a pesare sui bilanci delle aziende tecnologiche e sulle abitudini di milioni di italiani. I giudici hanno riconosciuto che l'uso eccessivo del cellulare può rappresentare un pericolo concreto per la salute e che il produttore ha l'obbligo di informare correttamente il consumatore. La novità assoluta è che può essere risarcito anche il danno da semplice paura, purché questa si traduca in un turbamento psichico reale e giuridicamente rilevante.

La diligenza del produttore non si ferma alle regole tecniche minime

Secondo la Suprema Corte, chi mette in commercio un bene destinato ai consumatori deve adottare tutte le cautele necessarie, e persino quelle soltanto opportune, per proteggere la salute di chi lo utilizza. Non basta rispettare le normative tecniche minime. Serve un comportamento proporzionato alla natura del prodotto e al suo livello di pericolosità, che comprende anche il dovere di seguire l'evoluzione della ricerca scientifica e di aggiornare di conseguenza le informazioni fornite al pubblico. L'obiettivo è eliminare o ridurre il rischio e mettere il consumatore nella condizione di sapere tutto ciò che serve, soprattutto quando i pericoli non sono immediatamente percepibili e bastano semplici accorgimenti personali, uniti a una corretta informazione, per abbassare il livello di esposizione.

Radiofrequenze, segnale debole e minori, i rischi che il produttore deve spiegare

Richiamando anche la giurisprudenza europea, la Cassazione ricorda che l'uso del cellulare espone a radiofrequenze in misura variabile, a seconda di come il telefono viene utilizzato. Per questo il produttore deve mettere in guardia l'utente anche se oggi non esistono risultati scientifici certi, così che ciascuno possa valutare da sé fattori come la durata delle chiamate, la distanza del dispositivo dal corpo, la qualità del segnale e l'esposizione accumulata nel tempo. C'è un aspetto che molti ignorano. In alcune situazioni del tutto normali, come in auto o dove il segnale è debole, il telefono aumenta in modo significativo l'emissione di radiofrequenze. E con un uso prolungato o a stretto contatto con il corpo, il rischio cresce soprattutto per bambini e ragazzi, come evidenziato da uno studio documentato della Società Italiana di Pediatria.

La Corte ha così dato ragione, nella sostanza, alla donna che aveva fatto ricorso. Lei sosteneva che, se fosse stata informata correttamente, avrebbe cambiato le sue abitudini. Avrebbe ridotto le telefonate lunghe, usato più spesso vivavoce e auricolari, evitato di tenere il telefono a contatto con il corpo o acceso accanto a sé durante la notte, e sarebbe stata più attenta in presenza dei figli piccoli.

Il danno da mero timore è risarcibile se diventa turbamento psichico accertato

La conseguenza più rilevante della decisione è che si apre la strada a numerose richieste di risarcimento nei confronti delle aziende produttrici. La Suprema Corte ha precisato che può essere risarcito anche il danno da semplice paura, a condizione che questa si trasformi in un turbamento psichico reale e giuridicamente rilevante. Non basta quindi una generica preoccupazione. Serve un disagio concreto, che incida davvero sulla vita della persona. Il quadro va letto insieme a un dato scientifico importante. L'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), pur escludendo al momento la certezza di danni, ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come possibilmente cancerogeni per l'uomo. Non a caso, dopo la sentenza del Tar Lazio, Sez. III-quater, n. 500 del 15 gennaio 2019, che aveva richiamato l'obbligo previsto dall'articolo 10 della legge n. 36/2001, i Ministeri della Salute, dell'Istruzione e dell'Ambiente hanno avviato una campagna informativa su Rai, web e social, con l'obiettivo di promuovere un uso corretto dei telefoni e di spiegare i rischi per salute e ambiente legati a un uso scorretto.

Bambini sempre connessi e notti senza riposo, i numeri che preoccupano

Nonostante la campagna, i risultati sembrano modesti. Secondo gli ultimi dati Istat, ogni italiano possiede in media più di un cellulare. Circa il 19% dei bambini tra i 6 e i 10 anni e l'85% degli adolescenti tra gli 11 e i 17 anni usa il telefono ogni giorno, e il 72% naviga quotidianamente su internet. Le più assidue sono le ragazze, l'87,5% usa lo smartphone tutti i giorni. I rischi però non si fermano alle radiofrequenze. La luce blu dello schermo e la stimolazione continua riducono la produzione di melatonina, alterando i ritmi naturali del sonno, soprattutto se si usa il telefono a letto. Le cuffie ad alto volume usate a lungo danneggiano l'udito, mentre la luce intensa dello schermo al buio affatica la vista.

Una dipendenza che cambia anche le relazioni umane

C'è, infine, un effetto più sottile ma non meno importante, l'impatto del telefonino sui rapporti umani. Tutto tende a diventare virtuale e il contatto diretto con gli altri si sta rapidamente perdendo. Basta entrare in una qualsiasi sala d'attesa per accorgersene. Quasi nessuno guarda chi ha accanto, mentre in tanti controllano nervosamente lo schermo in cerca di messaggi o di risposte su qualunque cosa. Una forma di dipendenza che, inevitabilmente, pesa anche sulla salute. In pochi anni cellulari e intelligenza artificiale hanno cambiato profondamente il nostro modo di vivere, spesso senza che ce ne rendessimo conto. E la decisione della Cassazione ricorda che la posta in gioco non riguarda soltanto la salute, ma anche il diritto di ogni consumatore a essere informato per scegliere in modo consapevole. Un principio che potrebbe presto estendersi ad altri prodotti tecnologici e che impone alle aziende di rivedere le proprie strategie di comunicazione del rischio.

Domande e risposte

Cosa stabilisce l'ordinanza 24015/2026 della Cassazione?
La Cassazione riconosce che l'uso eccessivo dello smartphone può essere un pericolo per la salute e che il produttore deve informare correttamente il consumatore. Può essere risarcito anche il danno da semplice paura, se si traduce in un turbamento psichico reale.
Si può ottenere un risarcimento senza danni alla salute?
Sì, secondo la Cassazione è risarcibile il danno da timore anche in assenza di danni fisici accertati, purché la paura provochi un turbamento psichico reale e giuridicamente rilevante.
Quali obblighi ha il produttore di smartphone secondo la Corte?
Deve adottare tutte le cautele necessarie e opportune per proteggere la salute, non basta rispettare le normative tecniche minime. Deve seguire l'evoluzione della ricerca scientifica e aggiornare le informazioni fornite agli utenti.
Perché l'uso del cellulare può aumentare le radiofrequenze?
In situazioni normali come in auto o con segnale debole il telefono aumenta l'emissione di radiofrequenze. Un uso prolungato o a stretto contatto con il corpo accresce il rischio, soprattutto per bambini e ragazzi.
Giacomo Cascio

Giacomo Cascio

CEO

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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