Il parcheggio di un supermercato o di un centro commerciale è un'area privata, ma non è una zona franca. La proprietà privata non annulla le regole, soprattutto quando lo spazio è liberamente accessibile a un numero indeterminato di persone. In questi casi, la giurisprudenza della Cassazione (sentenza 17279/2009) ha stabilito che si applicano le norme generali sulla circolazione dei veicoli. Di conseguenza, segnaletica, precedenze, divieti di sosta e altre prescrizioni assumono pieno valore legale. Il cliente che entra nel parcheggio del supermercato non può ignorare il Codice della Strada.
Incidente nel parcheggio, le forze dell'ordine possono intervenire
Se due auto si scontrano all'interno di un parcheggio privato aperto al pubblico, le forze dell'ordine possono accertare le responsabilità e contestare eventuali violazioni. Sarà necessario stabilire chi aveva la precedenza, chi ha ignorato uno stop o chi ha eseguito una manovra pericolosa. Non conta che l'area sia privata. Gli agenti possono anche sottoporre i conducenti a controlli alcolemici se ricorrono i presupposti.
Danni da buche o caduta di strutture, quando scatta la responsabilità del gestore
Il cartello "parcheggio non custodito" non esonera il gestore da ogni responsabilità. La dicitura può escludere la custodia dei beni lasciati in auto, ma non libera dall'obbligo di garantire sicurezza e manutenzione dell'area. Se l'auto riporta danni a causa di una buca non segnalata, di un tombino dissestato o della caduta di una parte della struttura, può configurarsi la responsabilità del gestore ai sensi dell'articolo 2051 del codice civile. Non è una responsabilità automatica, perché va accertato il nesso tra la cosa, la condizione dell'area, il danno e l'eventuale caso fortuito.
Auto danneggiata da ignoti, le telecamere vanno conservate entro 72 ore
Se al ritorno dalla spesa si trovano ammaccature o graffi e si sospetta che l'episodio sia stato ripreso dalle telecamere, è essenziale agire in fretta. Il GDPR, all'articolo 5, impone la limitazione della conservazione dei dati personali. Per gli esercizi commerciali, le registrazioni possono essere cancellate dopo pochi giorni. Secondo il Garante Privacy, una conservazione superiore alle 72 ore richiede una giustificazione specifica. La privacy non impedisce l'uso delle immagini come prova, ma il cittadino non ha diritto a visionare liberamente tutti i filmati, soprattutto se compaiono altre persone. Può però chiedere formalmente la conservazione delle registrazioni relative all'episodio e rivolgersi alle autorità. È consigliabile fotografare subito il danno, annotare data e ora, individuare le telecamere e informare la direzione.
Stalli per disabili, la multa può arrivare a 990 euro e 6 punti
Il parcheggio privato non autorizza a occupare i posti riservati ai disabili. L'articolo 158 del Codice della Strada vieta la sosta negli spazi destinati ai veicoli al servizio delle persone con disabilità. Per i veicoli diversi da ciclomotori e motocicli a due ruote, la sanzione prevista dal comma 4-bis va da 330 a 990 euro con decurtazione di sei punti dalla patente. Anche chi parcheggia senza esporre il CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo) rischia una multa fino a 600 euro e la perdita di quattro punti, oltre alla rimozione forzata del veicolo a proprie spese. La proprietà privata non giustifica l'occupazione illegittima degli stalli riservati.
Un principio generale, la proprietà privata non è immunità giuridica
La giurisprudenza è chiara. Quando un'area privata è aperta al pubblico, le regole di circolazione si applicano per garantire sicurezza e ordine. Lo ha ribadito anche la Cassazione in materia di Codice della Strada e parcheggi privati. Non si tratta di un cavillo, ma di un principio che tutela tutti gli utenti. Incidenti, danni, furti e occupazione abusiva di stalli non sono eventi privi di conseguenze legali. Conoscere queste norme aiuta a prevenire sanzioni e a far valere i propri diritti.