Il Ministero dei Trasporti ha elaborato una proposta di riforma del Codice della Strada mirata a contrastare la distrazione alla guida, individuata dall'Istat come causa di quasi un incidente su sei in Italia. Il testo, parte del più ampio progetto di riforma affidato al Governo dalla legge 177 del 2024, è attualmente in consultazione pubblica con operatori e associazioni di categoria, con scadenza prevista per il 13 settembre 2026.
La novità principale riguarda l'introduzione di un articolo specifico sulla distrazione, che definisce con precisione i comportamenti sanzionabili. Non si tratta solo dell'uso del telefono, ma anche dell'interazione con i numerosi dispositivi elettronici di bordo presenti sulle auto moderne, che richiedono un'attenzione diversa rispetto al semplice premere un pulsante. Il legislatore intende ricomprendere qualsiasi comportamento che riduca l'attenzione sulla circolazione, sia guardando fuori dal veicolo sia attraverso gli specchietti retrovisori.
Sanzioni attuali e nuove fattispecie della riforma
Oggi, la guida distratta è punita con una multa fino a 150 euro e la decurtazione di 5 punti dalla patente. Se la distrazione deriva dall'uso di un apparecchio elettronico, come previsto dall'articolo 173 del Codice della Strada, la sanzione sale da 250 a 1.000 euro, con 5 punti in meno e sospensione della patente da 15 giorni a due mesi. In caso di recidiva entro due anni, l'importo può arrivare fino a 1.400 euro, con 10 punti decurtati e sospensione da uno a tre mesi.
La proposta introduce quattro distinte fattispecie con sanzioni differenziate. L'utilizzo di apparecchi radio, radiotelefonici e telefoni comporterà una multa di 250 euro, la perdita di 5 punti e 15 giorni di divieto di guida. La stessa sanzione si applicherà a chi sarà sorpreso a usare smartphone, computer portatili o tablet mentre è alla guida. Per l'uso delle cuffie è prevista una multa di 150 euro con decurtazione di 5 punti. Infine, chi utilizza dispositivi che permettono la riproduzione di filmati sugli schermi digitali del veicolo, aggirando i blocchi imposti dal costruttore, rischierà una multa di 250 euro e la perdita di 5 punti. Quest'ultima ipotesi rappresenta una vera novità, perché non è oggi disciplinata dal Codice, ma riguarda un fenomeno in rapida diffusione. Le nuove regole si applicheranno per la prima volta anche agli istruttori di guida che accompagnano i neopatentati muniti di foglio rosa.
I numeri allarmanti della distrazione al volante
Secondo le rilevazioni Istat, la distrazione alla guida è responsabile in Italia di quasi un incidente su sei. Il fattore di rischio principale resta l'uso dello smartphone, un singolo gesto capace di generare contemporaneamente quattro tipi diversi di distrazione. La distrazione visiva, perché lo sguardo si sposta dalla strada allo schermo. La distrazione manuale, dato che digitare richiede di staccare le mani dal volante. La distrazione uditiva, perché si riduce l'attenzione ai suoni dell'ambiente stradale. E infine la distrazione cognitiva, poiché la mente del conducente si allontana dalla guida. Questi quattro elementi combinati spiegano perché lo smartphone venga considerato il dispositivo più pericoloso tra quelli oggetto della nuova regolamentazione.
Il chiarimento della Cassazione sull'uso del telefono in auto
Su questo tema è intervenuta anche la Corte di Cassazione, che con l'ordinanza numero 23331 del 23 ottobre 2020 ha chiarito la portata del divieto previsto dal Codice della Strada. Secondo i giudici di legittimità, il divieto di utilizzo di apparecchi radiotelefonici resta valido anche durante le soste imposte dalla circolazione, come l'attesa a un semaforo rosso o il fermo in un ingorgo, situazioni nelle quali il veicolo è comunque considerato in marcia. Diverso il discorso per le auto regolarmente parcheggiate, unico caso in cui l'uso del cellulare non incontra le restrizioni previste dalla norma. Questo orientamento giurisprudenziale conferma l'impostazione rigorosa che il legislatore intende ora consolidare con la riforma, ampliando il numero di situazioni sanzionabili e uniformando le pene per ciascuna di esse.
La proposta è ora al vaglio degli operatori, che possono presentare osservazioni fino al 13 settembre. L'obiettivo è rendere le strade italiane più sicure, riducendo un fenomeno che ogni anno miete vittime e provoca danni ingenti. La riforma rappresenta un passo importante verso una guida più consapevole e responsabile.