Gatti randagi, la Cassazione assolve la volontaria · Risoluto
10

Gatti randagi, la Cassazione assolve la volontaria e fissa il confine della responsabilità

Di Giacomo Cascio
Gatti randagi in una colonia felina, con una volontaria che li accudisce in un giardino

Una sentenza destinata a fare chiarezza per migliaia di volontari che ogni giorno si prendono cura delle colonie feline in tutta Italia. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27109/2026, ha ribaltato la decisione di un Tribunale di merito che aveva condannato una donna per il reato di "getto pericoloso di cose" (art. 674 c.p.), perché i gatti che lei accudiva avevano l'abitudine di stazionare nel giardino della vicina, sporcandolo con le loro deiezioni. La pronuncia chiarisce in modo netto che nutrire e curare gatti randagi non equivale ad assumerne la custodia e non fa scattare alcuna posizione di garanzia.

Il caso concreto e la prima forzatura individuata dalla Cassazione

La vicenda trae origine dall'impegno costante di una donna che da anni alimentava e accudiva una colonia felina, arrivando a far sterilizzare e curare gli animali presso un veterinario. Secondo l'accusa, questo impegno avrebbe trasformato la donna in custode dei gatti, rendendola responsabile anche delle conseguenze del loro stazionamento in un'area residenziale. Il Tribunale aveva condiviso questa impostazione, condannandola per il reato di "getto pericoloso di cose", una norma che sanziona chi getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di uso comune o altrui, sostanze idonee a imbrattare o molestare le persone. I giudici di merito avevano ritenuto che le deiezioni dei gatti nel giardino della vicina costituissero proprio un simile imbrattamento. La Cassazione, però, ha smontato punto per punto questa ricostruzione. La prima forzatura riguarda il luogo del reato: le deiezioni si trovavano nel giardino della vicina, uno spazio esclusivamente privato e non di uso comune o altrui, quindi estraneo a quelli espressamente previsti dalla norma. Questo elemento, da solo, sarebbe già sufficiente a far cadere l'accusa.

La posizione di garanzia non nasce da un gesto volontario

Ma il cuore della pronuncia affronta il tema più delicato, quello della cosiddetta posizione di garanzia. Il Tribunale aveva ritenuto che la donna, nutrendo e curando i gatti, avesse assunto un obbligo giuridico di impedire che la loro presenza arrecasse disturbo a terzi, trasformando così una condotta puramente volontaria in una responsabilità di tipo omissivo. Per la Cassazione, invece, questo automatismo non regge: una responsabilità per omissione può sussistere solo in presenza di un obbligo giuridico effettivo, che nel caso della donna semplicemente non esisteva. I giudici di legittimità hanno chiarito che nutrire, curare o far sterilizzare dei gatti randagi non equivale automaticamente ad assumerne la custodia. Per configurare una responsabilità di questo tipo servirebbe una relazione qualificata di detenzione o custodia, tale da rendere l'animale concretamente riconducibile alla sfera di controllo di chi se ne prende cura. La colonia felina, ricorda la Cassazione, è per sua stessa definizione composta da animali che vivono in libertà, e questa condizione resta tale anche quando qualcuno decide di prendersene cura in modo spontaneo e volontario.

La differenza con i cani e l'assenza di pericolosità astratta

Diverso, sottolinea la Corte, è il discorso relativo ai cani, per i quali la giurisprudenza è molto più severa nell'attribuire responsabilità a chi li detiene. La differenza sta nel fatto che il gatto non è considerato animale pericoloso in astratto ai sensi dell'art. 672 del c.p., norma che disciplina l'omesso impedimento di fatti dannosi causati da animali. Mancando questo presupposto normativo, non può nascere in capo a chi accudisce i gatti alcun obbligo specifico di controllo finalizzato a prevenire un pericolo. Questa distinzione è fondamentale perché evita di applicare ai gatti la stessa disciplina prevista per gli animali considerati pericolosi, come appunto i cani, per i quali la giurisprudenza ha più volte riconosciuto una responsabilità del detentore.

Le conseguenze pratiche per i volontari e le colonie feline

Le conseguenze pratiche di questa sentenza sono rilevanti per l'enorme platea di volontari e "gattare" che, in Italia, si occupano quotidianamente delle colonie feline, spesso temendo ripercussioni legali per il solo fatto di prendersene cura. La Cassazione chiarisce in modo netto che chi nutre e accudisce volontariamente una colonia felina non diventa, per questo solo fatto, proprietario, detentore o custode dei gatti, e non assume quindi alcuna posizione di garanzia rispetto ai loro comportamenti. Un principio che tutela concretamente chi dedica tempo ed energie alla cura degli animali randagi, evitando che un gesto di solidarietà si trasformi in un rischio penale. La pronuncia annulla senza rinvio la sentenza impugnata, stabilendo che il fatto non sussiste, e riporta la questione a un principio di equilibrio tra il valore sociale del volontariato animalista e i diritti dei terzi, senza però caricare i primi di responsabilità che non competono loro.

La decisione rappresenta un precedente importante che potrebbe influenzare future controversie simili. Non è raro, infatti, che i volontari si trovino ad affrontare lamentele da parte di vicini o condomini per la presenza di gatti randagi. Questa sentenza offre una protezione giuridica più solida a chi opera in modo altruistico, ma non esime dal rispetto delle normative locali e dal buon senso. Resta comunque consigliabile, per chi si occupa di colonie feline, di mantenere un dialogo aperto con la comunità e di segnalare alle autorità competenti l'esistenza delle colonie, come spesso richiesto dalle ordinanze comunali. La Cassazione ha voluto tracciare un confine netto, ma la convivenza tra volontari e cittadini richiede sempre un equilibrio pratico.

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio

CEO

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

Tutti gli articoli
📬 Newsletter Risoluto

Le notizie che contano, ogni mattina nella tua casella.

Niente spam, solo cronaca, politica e cultura della Sicilia che dovresti conoscere.