IMU 2026: rischi di pagarla sulla prima casa se vai a vivere dal figlio · Risoluto
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IMU 2026, chi si trasferisce dal figlio rischia di pagarla sulla prima casa: ecco le regole per evitare sorprese

Di Giacomo Cascio
Pensionato che si trasferisce dai figli con scatole e valigia davanti a una casa, tema IMU 2026

Milioni di pensionati italiani ogni anno scelgono di lasciare la propria casa per andare a vivere dai figli. Una decisione dettata da ragioni affettive, di salute o di riduzione dei costi, ma che nasconde insidie burocratiche e fiscali spesso sottovalutate. La domanda centrale è: se un pensionato si trasferisce stabilmente a casa del figlio, è obbligato a cambiare la residenza anagrafica? E quali conseguenze fiscali si possono generare sull'immobile originario?

L'obbligo legale di residenza e il rischio di violazione

L'articolo 2 della legge 1228/1954 impone a ogni cittadino di iscriversi all'anagrafe del comune in cui fissa la propria dimora abituale e di dichiarare ogni cambiamento. Il termine per il cambio residenza è di venti giorni dal trasferimento effettivo. Molti ignorano che mantenere la vecchia residenza pur vivendo altrove per periodi prolungati può configurare una violazione normativa. La residenza non è solo un dato anagrafico, ma un obbligo giuridico che incide su diritti e doveri del cittadino.

Quando il trasferimento è temporaneo e quando diventa stabile

Non ogni soggiorno prolungato dai figli impone l'aggiornamento della residenza. Brevi periodi di convalescenza o visite stagionali non fanno scattare l'obbligo. Ciò che conta, secondo la giurisprudenza, è l'elemento soggettivo: l'intenzione di fissare stabilmente nel nuovo luogo il centro della propria vita quotidiana. Se il pensionato lascia la vecchia casa vuota o la cede ad altri, e tutti i suoi interessi si spostano presso il figlio, allora la legge richiede il cambio di residenza. In caso contrario, si rischiano sanzioni amministrative e complicazioni fiscali.

La pensione resta al sicuro, ma serve aggiornare l'INPS

Un timore diffuso è che il cambio di residenza possa mettere a rischio l'erogazione della pensione. È falso: il diritto alla pensione si basa sui contributi maturati e non sull'indirizzo. Tuttavia, è fondamentale comunicare il nuovo domicilio all'INPS per ricevere avvisi importanti e mantenere allineati i dati per prestazioni collegate alla situazione familiare o reddituale. Il modulo ministeriale per la variazione residenza consente di aggiornare rapidamente l'Istituto.

L'impatto fiscale: IMU e abitazione principale

L'aspetto più delicato riguarda l'immobile lasciato vuoto. L'esenzione dall'IMU per l'abitazione principale, prevista dall'articolo 1 comma 741 della legge 160/2019, richiede che il proprietario vi risieda anagraficamente e vi dimori abitualmente. Se la residenza viene trasferita altrove, quell'immobile perde lo status di prima casa e diventa una seconda casa, soggetta all'aliquota ordinaria IMU. Il rischio concreto è di dover pagare l'imposta comunale su una casa che resta sfitta, con un aggravio economico spesso imprevisto. Per evitare sorprese, è consigliabile valutare con attenzione la durata del trasferimento e, se definitivo, procedere al cambio di residenza o esplorare soluzioni alternative come la locazione temporanea per mantenere i requisiti fiscali. In ogni caso, una consulenza presso il proprio Comune di residenza o un professionista fiscale è fortemente raccomandata.

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio

CEO

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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